3 maggio 2007

CHAMPIONS, BAGARINI, HOOLIGANS E BASKET....


Atene ed il Partenone fino al porto del Pireo sono sommersi di turisti e tifosi per la finale di Champions League del 23 maggio allo stadio Olimpico e pure dalla Final four di Eurolega di basket! Non ci sono buone notizie nemmeno per i biglietti della partita, visto che i tagliandi si trovano già al mercato nero a 2000 sterline (quasi 3.000 euro), ovvero sette volte il prezzo di base. In questo caso, è stato il Guardian a lanciare l’allarme. La capienza dell’Olympic Stadium è di 63.800 posti: Milan e Liverpool avranno a disposizione 17 mila biglietti ciascuno, mentre altri 9 mila sono già stati venduti all’inizio di quest’anno sul web. I restanti tagliandi sono a disposizione dell’Uefa (che li destinerà alle varie federazioni e agli sponsor) e in passato è capitato più volte che proprio questi finissero in mano ai bagarini. I biglietti hanno tre categorie di prezzo: 54, 95 e 136 sterline (ovvero 79, 139 e 199 euro), ma già ieri su internet venivano offerti a cifre pazzesche, fra le 1437 e le 1929 sterline (dai 1900 ai 2900 euro). Il Liverpool teme che molti tifosi decideranno di andare ad Atene anche senza biglietto, confidando nell’acquisto all’ultimo minuto. Per questo motivo, la polizia greca è già stata allertata e i 20mila agenti a disposizione si muoveranno secondo i piani di sicurezza messi a punto per le Olimpiadi del 2004.

1985 - 2005 ANFIELD NON DIMENTICA


Liverpool e Juventus ancora avversarie in coppa dei campioni. Ma stavolta solo sul campo di Anfield Road. Sono passati 20 anni esatti dalla tragedia in Belgio che costò la vita a 39 persone.

Poi in Turchia i reds alzeranno la coppa contro il Milan dopo i rigori.

HEYSEL 85: TRE SCATTI NELLA TRAGEDIA







verso il futuro ma con l'occhio al passato


Sir Alex Ferguson, manager scozzese del Man United dal 1986, in questa foto dirige un allenamento di Champions League sul campo del Bayern Monaco nel vecchio Olympiastadion. Non indossa la solita tuta ma stavolta una retro kit degli anni sessanta dei tempi di Bobby Charlton e George Best.

CFC 1968


CFC 1968


FREE ULSTER


chi è il bambino accanto a Keegan?


Una fotogafia che ha fatto epoca nel calcio inglese. Siamo a Newcastle dove "THE KING" Kevin Keegan sta concludendo la carriera di calciatore. Al suo fianco si fa inquadrare per uno scatto vicino al suo mito un piccolo biondino del nordest. Lo avete riconosciuto? Mah si, è Alan Shearer....

1981: i lupi ricevono i gunners


che strane le calze bianconere...


il LEEDS UNITED dei miracoli


In maglia gialla da trasferta, il Leeds United di David O'Leary faceva paura alle grandi Arsenal e Manchester United. Ma anche in Europa si faceva rispettare come quando vinsero a Roma contro la Lazio 0-1 con la rete di Alan Smith, qui nella foto con l'irlandese Kelly nel 2001.

LA CELESTE...


Una foto storica per i fans dello Yorkshire. Stagione 1999/2000 Coppa Uefa in Repubblica Ceca dove a Praga si affrontarono i padroni di casa dello Slavia Praha contro il Leeds United AFC che aveva eliminato la Roma di Capello. Sembra la Lazio ma è il Leeds con la maglia celeste da trasferta. Il capitano era il sudafricano Lucas Radebe, accosciato alla destra di Kewell.

CRYSTAL PALACE, NEW HOME KIT 2007/08


Le scarpette gialle di Aaron Lennon

Scarpini della Nike gialli e bordini verdi stile Brazil per il fenomeno degli Spurs. Lennon è veloce, rapido come pochi anzi nessuno. Ha uno scatto incredibile e segna spesso belle reti, è ambidestro! Nazionale inglese, fascia destra d'attacco, ha scalzato il divo Beckham. Nella foto un goal segnato ai rivali del Chelsea con Lampard che china il capo verso la gioia di Berbatov & Lennon nel delirio di White Hart Lane. Aaron Lennon ha vestito anche la maglia del Leeds United a inizio carriera. Nato a Leeds nel 1987, è giovanissimo.

STADIO SUBBUTEO: IL GOMMONE DI MONACO


DAVID BOWIE, IL DUCA BIANCO DI BRIXTON VENUTO DALLO SPAZIO

LO UNITED DEL TREBLE AL CAMP NOU NEL 99

dal 68 al 98, trentanni dopo tornava la maglia blue...


Stagione 1997/98, a Londra nel mitico Highbury, il Manchester United sfoggia la maglia blue da trasferta (stile Wembley 1968) contro l'Arsenal. Nella foto la rete di testa di Teddy Sheringham, ex del Tottenham col dente avvelenato e sempre rigorosamente con le maniche lunghe, molto elegante Teddy Boy.

LA VITA LEGGENDARIA DI MATT BUSBY


Sir Alexander Matthew “Matt” Busby CBE (Orbiston, oggi Bellshill, Regno Unito, 26 maggio 1909 - 20 gennaio 1994) fu un calciatore e allenatore scozzese. Guidò il Manchester United dal 1945 al 1969 e poi ancora nella stagione 1970/71 portandolo ai vertici del calcio nazionale ed europeo.

Nato da una famiglia di umili origini, perse il padre e gli zii durante la Grande Guerra. Iniziò a giocare nel Manchester City, arretrando ben presto la sua posizione da quella originaria di interno a quella più arretrata di mediano destro. Con la squadra di Manchester vinse la FA Cup nel 1934, passando poi al Liverpool nel 1936, arrivando a indossare la fascia di capitano.

La sua carriera da giocatore fu interrotta anzitempo dal secondo conflitto mondiale, durante il quale vestì per 7 partite non ufficiali la maglia della Scozia, che aveva vestito una sola volta in forma ufficiale, il 4 ottobre 1933.

Al termine della guerra venne chiamato alla guida del Manchester United: nonostante gli avessero offerto un contratto per rimanere al Liverpool, Busby volle tener fede alla parola data ai dirigenti dello United. Curiosamente fino al 1949 si ritrovò a calcare il campo del City, che lo aveva visto nelle vesti di giocatore: l'Old Trafford era infatti inagibile a causa dei bombardamenti tedeschi.

Il Manchester United conquistò tre secondi posti consecutivi nel 1947, 1948 e 1949 (anno in cui vinsero la FA Cup), poi un quarto posto e ancora un secondo nel 1951 prima di arrivare al tanto sospirato titolo nel 1952.

In quel periodo iniziò a costruire una squadra di giovani campioni, fra cui Bobby Charlton e Duncan Edwards, passata alla storia come i Busby Babes. Vinsero i titoli del 1956 e del 1957, oltre a raggiungere la finale di FA Cup in quest'ultimo anno.

Nel 1958 la squadra venne colpita dalla tragedia del disastro aereo di Monaco di Baviera, con otto giocatori che persero la vita e lo stesso Busby gravemente ferito, tanto che gli fu impartita due volte l'Estrema Unzione.

In quel periodo Busby era anche allenatore della nazionale scozzese, da gennaio 1958, che doveva guidare ai mondiali in Svezia: dovette rinunciare all'incarico per un periodo. Prima di dimettersi definitivamente dalla guida della nazionale, fece esordire Denis Law.

Riuscì a ricostruire una squadra divenuta poi leggendaria negli anni '60 con un trio d'attacco indimenticabile: Denis Law, Bobby Charlton e George Best. Conquistarono la FA Cup nel 1963, poi il titolo nazionale due anni dopo e anche quello del 1967 che permise di disputare e vincere la Coppa dei Campioni. Dopo questo successo Busby fu nominato cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico, dopo che già dal 1958 ne era membro.

Si ritirò dall'attività nel 1969, rimanendo tuttavia come dirigente fino al 1982 e riprendendo l'incarico di allenatore nel 1970-71.

Morto all'età di 84 anni per un cancro nel 1994, è entrato nel 2002 nella Hall of Fame del calcio inglese.

hearts vs. hibernian....DERBY RELIGIOSO



Maglia maroon (granata) per gli Hearts, i cuori di Midlothian, casacca verde per i cugini cattolici dell' Hibernian. Questo è il derby di Edimburgo, simile a quello di Glasgow fra Rangers e Celtic. Hearts of Midlothian sono protestanti mentre i verdi come sempre di estrazione cattolica. Nel film cult scozzese Trainspotting, il tossico Ewan McGregor sfoggia sul suo letto una coccarda biancoverde dell'Hibernian FC.

BARTON MANDA DABO ALL'OSPEDALE...



Joey Barton - Il centrocampista più turbolento della Premier League ne ha combinata un'altra delle sue, meritandosi una sospensione fino alla fine della stagione per aver mandato all'ospedale Ousmane Dabo.
LA RISSA - L'ex laziale non è certo capitato in una squadra tranquilla. Tra le scenate semi-isteriche del tecnico "Psycho" Pearce, la lunga squalifica di Thatcher per l'intervento "assassino" su Pedro Mendes il 23 agosto scorso e le pazzie di Barton, il City è finito spesso nell'occhio del ciclone. Stavolta è stato Dabo ad avere la peggio, dopo un diverbio con Barton nato in allenamento. Risultato: bocca ferita da quattro pugni (due dei quali quando il francese era gia in terra) e trasporto d'urgenza al pronto soccorso per la medicazione.
LE "BARTONATE" - Forse Dabo, nel momento in cui ha pensato di litigare con Barton, non ha letto il curriculum del compagno di squadra. Uno che nel Natale 2003, a una festa, gettò un sigaro acceso negli occhi del giovane Jamie Tandy. L’estate seguente, andò in tournée precampionato in Thailandia con la squadra e la trasferta ebbe il seguente bilancio: rissa con un tifoso dell’Everton e bis col compagno Richard Dunne. Barton fu rispedito a casa con 120mila sterline di multa e la richiesta da parte del club di sottoporsi a cure per frenare l’aggressività. I guai veri, però, dovevano ancora arrivare. In una sciagurata notte del novembre 2005, il suo fratellastro Michael e il cugino Paul Taylor incontrarono a Huyton, nella periferia di Liverpool, lo studente di colore Anthony Walker in compagnia di una ragazza bianca. Dopo averlo coperto di insulti razzisti, lo ammazzarono con uno scalpello da ghiaccio. Michael Barton fu condannato a 17 anni e 8 mesi di carcere, mentre Paul Taylor, l’esecutore materiale dell’omicidio, dovrà scontare una pena di 23 anni e 8 mesi. Una vicenda purtroppo ben più grave delle due "bartonate" di Joey in questa stagione, ovvero le due volte in cui ha mostrato il sedere ai tifosi avversari. Prima ha esibito il fondoschiena per sfottere il pubblico dell'Everton, poi si è ripetuto con quelli del Blackburn. Perché per Barton la normalità non esiste.

LUTTO IN CASA CHELSEA


Phillip Carter, vice-presidente onorario del Chelsea, è morto dopo che l'elicottero, decollato da Liverpool (John Lennon Airport) la notte scorsa, sul quale viaggiava si è schiantato vicino a Wansford. Carter tornava a casa dopo aver visto i ‘blues’ perdere contro il Liverpool e salutare definitivamente la Champions League. Con lui, sono morte anche le altre tre persone a bordo.

ULTRAS ROMANISTI ALL' OLD TRAFFORD

ALLA SCOPERTA DI MANCHESTER











Dietro le casette rosse spunta il mitico Old Trafford!!

WELCOME....


Manchester, martedì 10 aprile 2007. Nonostante i feriti negli scontri della gara di andata all'Olimpico di Roma in Champions, nella partita di ritorno sotto lo stadio inglese in bella mostra la scritta in tono amichevole per i fans della maggica, gli ultras della AS Roma giunti in massa all'Old Trafford.

GOODBYE STRANGER


Ciao ciao Manchester. Lo United si è fermato in semifinale di Champions eliminato da un grande Milan trascinato da Kakà. Dopo il 3 a 2 dell'Old Trafford, i mancuniani hanno perso per ben 3-0 a San Siro sotto una pioggia fitta. Le reti sono state segnate da Kakà, Seedorf e Gilardino. Male Cristiano Ronaldo e Rooney, mai pericolosi. Ora la finale sarà Milan-Liverpool come nel 2005 ma stavolta si gioca il 23 maggio ad Atene e non a Istanbul...

CON LA ROMA A MANCHESTER





2 maggio 2007

L'UOMO CHE HA STESO IL CHELSEA DI MOURINHO, DIRK KUYT!

Dopo aver trasformato il calcio di rigore che ha regalato al Liverpool FC la finale del 23 maggio ad Atene, Dirk Kuyt vorrebbe festeggiare la sua prima stagione con i Reds conquistando la UEFA Champions League.
“Il Livepool è una delle formazioni più prestigiose d’Europa e io sono approdato qui per vincere. Sono felice di aver centrato una finale così prestigiosa alla mia prima stagione con i Reds, vincerla sarebbe fantastico”. Il peso dei tifosi dice l'olandese è stato determinante per la vittoria:"Durante la lotteria dei rigori,
il pubblico è stato fantastico - ha proseguito l’attaccante -. Pepe Reina si è superato, ma anche i tifosi hanno fatto la loro parte. Siamo stati fortunati, ma abbiamo meritato il successo, costringendo il Chelsea ad affidarsi costantemente ai lanci lunghi per Didier Drogba. Abbiamo controllato la partita e abbiamo rischiato solo in un paio di occasioni”.
LA CARRIERA DEL BIONDO ATTACCANTE DEI REDS:
Il 26enne nazionale olandese, approdato al Liverpool dal Feyenoord l’estate scorsa, ha voluto sottolinerare i meriti del tecnico Rafael Benítez, capace di regalare ai Reds la seconda finale di UEFA Champions League in tre anni. “Grazie a Benítez siamo diventati una grande squadra, soprattutto sotto il profilo tattico - ha spiegato l’attaccante -. Ci ha insegnato ad affrontare ogni situazione”. Kuyt ha concluso spiegando di non avere preferenze sull’avversaria da affrontare in finale: “Se sarà il Manchester United FC a qualificarsi, vedremo un’altra grande sfida simile alle due appena disputate contro il Chelsea. Se ci troveremo davanti l’AC Milan, avremo l’opportunità di ripetere un’impresa storica, a cui io ho solamente assistito. In ogni caso, sarà stupendo giocare la finale”.

SHEVCHENKO:"SONO DISTRUTTO! MA RESTIAMO UNA SQUADRA COMPETITIVA".

Ha sofferto sugli spalti dell'Anfield Road, senza poter essere d'aiuto ai compagni che si giocavano l'accesso alla finale di Champions League a causa di un problema muscolare all'inguine. A Manchester, nel 2003, era stato proprio Sheva a trasformare il tiro vincente dal dischetto che regalava il trofeo al Milan a spese della Juventus. Due anni dopo ancora lui falliva il rigore decisivo nella finalissima persa dai rossoneri contro il Liverpool.
Ieri l'attaccante ucraino, ora del Chelsea, ha assistito alla disfatta dal dischetto ad opera del Liverpool ed in particolare del suo portiere spagnolo, Pepe Reina. Poi e' stato l'unico giocatore dei Blues a trovare la forza di parlare, mentre gli altri si rifugiavano nel pullman.
"Sono distrutto" ha detto Schevchenko al sito dell'Uefa, commentando la terza eliminazione in semifinale di Champions rimediata dal Chelsea, a partire dal 2004, la seconda ad Anfield. "Abbiamo perso una grande opportunita', sono davvero triste. La squadra si e' comportata molto bene in campo, mostrando carattere, purtroppo i calci di rigore sono sempre una lotteria ha ribadito l'ex rossonero. Entrambe le formazioni hanno tentato di vincere nell'arco dei 120' e alla fine la sorte ci e' stata avversa.
Il Chelsea ha comunque disputato una grande stagione e rimane una squadra competitiva".
Alla vigilia dell'incontro si erano rincorse voci secondo le quali Shevchenko si sarebbe rifiutato di andare in panchina dopo essere stato escluso dalla formazione titolare dal tecnico José Mourinho, ma l'ucraino ha smentito queste ipotesi, dando ulteriori spiegazioni sul suo infortunio. "Sapevo di non poter giocare gia' da domenica, quando il medico ha parlato con la societa' e l'allenatore. Sfortunatamente, in questa parte della stagione ho subito parecchi infortuni. Mi sarebbe piaciuto scendere in campo, ma le mie condizioni fisiche non me lo hanno permesso. Mi sottoporro' ad ulteriori accertamenti e sentiro' che cosa hanno da dire i medici".

PEPE REINA CHIUDE LA PORTA AL CHELSEA, QUALCUNO APRE QUELLA DELLA SUA CASA...

Brutta sorpresa per il portiere del Liverpool Pepe Reina, eroe ieri ad Anfield. Mentre parava i tiri dal dischetto dei rivali del Chelsea, regalando alla sua squadra l'accesso alla finale di Champions League, i 'soliti ignoti' gli stavano svaligiando casa, e gli hanno anche rubato l'automobile.
Secondo quanto rivela l'edizione on-line del quotidiano spagnolo Marca, Reina e' tornato a casa, nel sobborgo di Woolton, verso l'una di notte, dopo aver festeggiato con i compagni negli spogliatoi dello stadio dei Reds. Ha trovato la porta forzata, scoprendo che i ladri si erano portati via oggetti di vario tipo, tra cui gioielli e documenti personali. Sparita anche l'auto del calciatore, una Porsche Cayenne con targa spagnola. L'auto e' stata poi ritrovata incendiata alle 6.39 di questa mattina, secondo quanto ha reso noto la polizia locale.
Il giocatore non ha voluto fare commenti ......

STAMPA INTERNAZIONALE SCATENATA, ESALTATO IL LIVERPOOL, AFFOSSATO L'ANTIPATICO MOURINHO

Acropolis Now" esclama il Sun, celebrando il raggiungimento della finale di Atene e facendo il verso al famoso film "Apocalypse Now" di Francis Ford Coppola. E mentre i Reds volano in Grecia, i sogni europei del Chelsea adesso sono in rovina. Il Daily Star e il Daily Mirror sottolineano l’eroismo del portiere del Liverpool Pepe Reina ("Reina punisce Jose") che ha parato due rigori del Chelsea, e il coraggio dell’olandese Dirk Kuyt (“Dirk il distruttore"). Kuyt, a cui è stato annullato un gol per sospetto fuorigioco, si è mostrato elemento di grande freddezza quando ha segnato l’ultimo rigore.
SU BENITEZ: Non è così calma una signora in tribuna. Guardandola meglio non è una signora qualunque, Montse Benitez, moglie di Rafa, che aveva consigliato suo marito di restare a Liverpool piuttosto che andare al Real Madrid, ha tenuto le mani giunte per tutta la partita e ha cominciato a pregare durante i rigori. A un certo punto non se l'è più sentita di guardare e si è nascota dietro una barriera. Però quando il rigore di Kuyt è andato a segno, è esplosa dalla gioia come sottolinea il Sun.
SU JOSE' MOURINHO: I giornali inglesi hanno preso di mira il tecnico del Chelsea Jose Mourinho. Il Daily Mirror offre un paragone tra il tecnico portoghese e un bambino viziato. Prima della gara Mourinho avrebbe cercato di minare le preparazioni del Liverpool, dicendo che il Liverpool era una "società piccola". Dopo la partita il tecnico dei Blues ha rifiutato di riconoscere i meriti del Liverpoool: “Loro hanno lottato bene, ma non c’è dubbio che noi eravamo la squadra superiore". Poi il portoghese aggiunge, con vena un po' infantile: “Noi abbiamo qualcosa che loro non hanno, abbiamo vinto la Premier League due volte negli ultimi due anni.”

I REDS SONO IN FINALE DI CHAMPIONS! SERATA SPLENDIDA PER PEPE REINA....


Un gol di Agger pareggia la rete di Joe Cole nella gara d'andata e manda la sfida ai supplementari. Ai rigori, le parate di Reina su Robben e Geremi condannano il Chelsea.
E alla fine la spunta Rafa Benitez, con buona pace del collega-rivale José Mourinho. La prima finalista di Champions League è il Liverpool, che ferma la corsa del Chelsea dopo più di 210 minuti di lotta. I londinesi vedono sfumare il sogno di conquistare tutti i trofei in questa stagione. La vincente di Milan-Manchester Utd (in campo stasera a San Siro) se la vedrà, dunque, coi Reds, che nella quinta sfida stagionale coi Blues si prendono la soddisfazione più importante. A portare la sfida ai supplementari ci pensa il gol di Agger nel primo tempo. Una bella rivincita per il danese, un po' colpevole in occasione della rete di Joe Cole nella gara d'andata. Poi ci pensa Reina, che dal dischetto gela Robben e Geremi.
Il poritere dei Reds, man of the match alla fine e' soddisfatto:" Magari non si vede all'esterno, ma dentro di me sono feluicissimo. Abbaimo fatto solo un piccolo passo verso il titolo, ora attendiamo una tra Manchester o Milan in finale.
Non importa chi incontreremo sono due grandi squadre, l'importante e' essere
ad Atene..."