Visualizzazione post con etichetta ALEX FERGUSON. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ALEX FERGUSON. Mostra tutti i post

9 giugno 2010

ROBBEN, BESTIA NERA DI FERGUSON


ROBBEN, Arjen. 26 anni. Ala/seconda punta/attaccante del Bayern Monaco e della nazionale olandese. Detto “il ciclista di Groningen” – questa l’ho sentita da Massimo Marianella l’altra sera durante Inter-Bayern – perchè quando da ragazzino giocava nel Groningen, andava agli allenamenti in bicicletta: 12 chilometri all’andata, altrettanti al ritorno. Però tutto in pianura. Detto anche “Batman e Robben” quando faceva coppia con Mateja Kezman al Psv Eindhoven, prima di imporsi come uno dei grandi nomi del calcio europeo, prima al Chelsea, poi al Real Madrid, infine al Bayern Monaco.

Oddio, il fatto che abbia cambiato 3 squadre in 5 anni qualche dubbio lo fa venire. Robben, è vero, è stato protagonista di qualche screzio coi suoi compagni di squadra (ultima vittima Lahm, durante un allenamento). Niente di che, in fondo. Lui stesso s’è lamentato che ai tempi del Real Madrid era stata messo in giro cattiva pubblicità, per giustificare agli occhi dei tifosi la cessione di un «gioiello» da 36,55 milioni di dollari. Robben, è vero, è fragile. Si è rotto metatarsi e ginocchia, si è stirato cosce e altri muscoleti. Un altro soprannome che gli compete sarebbe infatti “talento di cristallo”.

Schivo, brutterello, mezzo calvo, per niente rockstar, Robben è un fenomeno per la velocità con la quale fa le cose, ben più che per la fantasia (la fantasia essendo nel suo caso una funzione della velocità). Seguace come tanti campioncini olandesi del Metodo Coerver, la bibbia scritta dall’ex teorico del calcio totale che considera il saper giocare a pallone non come un dono del cielo ma soltanto una questione di allenamento, di automatismo nell’applicazione delle tecniche individuali dentro il gioco di squadra, Robben è senz’altro un campione dei giorni nostri. “Né carne né pesce” ha detto chiaramente di lui Florentino Perez presidente del Real Madrid, prima di venderlo.

Ma si sa come vanno le cose: la fantasia piace ai tifosi, ma non si sa bene cosa sia; la velocità e l’applicazione si misurano, si toccano, si vedono, perciò piacciono agli allenatori, specie quelli più moderni, muniti di taccuino, computer, video. Con la sua velocità massima certificata in 32,9 km/h Robben è il secondo giocatore più rapido del calcio europeo. Dopo Cristiano Ronaldo – 33,6 km/h, quando non ci sono ragazze in giro.

E’ uno dei simboli del toyotismo applicato al calcio, e con Mourinho che è il massimo teorico del gioco totale-collettivo-postindustriale ha raccolto il massimo in carriera. Continua a giocare da attaccante esterno, nella posizione che fu dell’ala, un tempo territorio di giocolieri, pazzi, dribblomani, donchisciotti e tanghèri, e che ora invece raccoglie quelli messi lì “ad allargare la difesa”, a “saltare l’uomo”, quindi ad “accentrarsi”, semmai a “tirare da fuori”, e tutte le altre stupidaggini inventate per darsi un contegno. “Quelli che da vent’anni fanno un lavoro di equipe convinti di essere stati assunti da un’altra ditta, oh yeah” (Enzo Jannacci).

Lo scontro con i difensori (e i centrocampisti in raddoppio) è infine l’eterna maledizione di Arjen Robben, giocatore quasi privo di furbizia e cattiveria in campo. Van Basten gliel’ha sempre detto: gira alla larga dai difensori, chè fanno male. Ma lui niente. “Io non salto quando arriva il tackle, mica sono un frocetto”. Dichiarazione che ci fa dubitare dell’intelligenza dell’uomo, più che della sua fantasia. Ma pazienza. E’ stato il grande sconfitto assieme a Van Gaal della finale di Champions League, giocata come una partita di playstation ma decisa da due pedate de dios di pura tradizione sudamericana. Lo rivedremo ai Mondiali ma non dalla prima contro la Danimarca, infatti il giorno prima di partire per il SudAfrica si è infortunato nell'amichevole vinta 6-1 ad Amsterdam contro l'Ungheria. Dopo aver siglato una doppietta, a dieci dal termine, per fare un colpo di tacco si è strappato alla coscia sinistra...una lesione muscolare...again and again and again and again and again...

testo di alberto piccinini, stone island football blog

4 settembre 2009

FERGIE RIFIUTA LA SCOZIA


Ci risiamo. Proposta della Nazionale scozzese a Ferguson e rifiuto categorico. Per la seconda volta. Sir Alex era stato contattato anche prima dell'avvento di George Burley. Si sarebbe trattato di un incarico part-time, che gli avrebbe consentito di allenare anche il Manchester United. Come faceva Hiddink, che guidava Russia e Chelsea contemporaneamente. Il tecnico di Glasgow ha dichiarato a più riprese che, dopo aver lasciato i Red Devils, andrà in "pensione". Non lo alletta neppure l'idea di guidare l'Inghilterra alle Olimpiadi di Londra 2012.

21 luglio 2009

RITORNERAI, LO SO, RITORNERAI....


Nelle pagine del The Sun Alex Ferguson esprime la convinzione che l'amore di Cristiano Ronaldo per il Manchester United, potrebbe farlo tornare: "Potrebbe tornare indietro, non si sa mai. Lui ama lo United, ama il club. Se pensate che in 6 anni con noi, non ha mai saltato gli allenamenti. Arrivò nel giusto club, nel momento migliore della sua carriera". Ferguson è consapevole che le squadre rivali sono incoraggiate dal fatto che il Manchester ha perso il suo miglior giocatore: "Questo darà sicuramente un incoraggiamento. Tutte sono compiaciute del fatto che abbiamo perso Ronaldo, non ci sono dubbi è una grossa perdita. Penso sia una sfida per noi. Non sarà lo stesso senza Ronaldo, non potrebbe essere".

28 maggio 2009

CHAMPIONS LEAGUE FINAL: FC BARCELONA 2, MAN UNITED 0


Il Barcellona è campione d’Europa. La squadra di Josep Guardiola batte, allo stadio Olimpico di Roma, il Manchester United per 2-0, grazie ai gol di Eto’o e Messi. Il Barcellona conquista la terza Coppa dei Campioni della propria storia. I blaugrana divengono il club più vincente d’Europa, per quel che concerne la stagione 2008/2009. Il Barcellona centra infatti il triplete, aggiudicandosi la Champions League, il campionato spagnolo e la Coppa del Re battendo l'Athletic Bilbao al Mestalla di Valencia. Ora per il Barça inizia la difesa della coppa fino a Madrid 2010...

FERGUSON AMMETTE I PROPRI LIMITI



"Ha vinto la squadra migliore". Alex Ferguson non cerca alibi dopo il 2-0 del Barcellona sul suo Manchester United nella finale di Champions League. "Ci aspettavamo di fare una partita migliore- spiega in conferenza stampa il manager dei Red Devils -. Abbiamo reagito dopo il primo gol degli spagnoli ma loro sono molto bravi a gestire il risultato. Messi? Ha fatto un gol di testa, retrocedeva molto a centrocampo: e' stato davvero bravo". Sulla stagione d'oro del Barcellona, che ha fruttato alla squadra spagnola Coppa de Re, Liga e Champions, sir Ferguson rende merito al suo giovane collega: "Non è la prima squadra a riuscire in questa impresa, ci riuscì anche il Bayern. Però è un grandissimo risultato per Guardiola, al suo primo anno da allenatore: si vede che il Barcellona è una formazione a cui piace giocare a calcio. E questo è un grande merito".

25 maggio 2009

FERGUSON, UN MITO


Manager dello United dal 1986. E pensare che ha perso il suo primo derby col City per 5-1, cosa inammissibile in Italia. Classe 41, Fergie non è ancora pronto per prendere il sole sotto l’ombrellone nella spiaggia dei pensionati di Torquay sulla Manica. Queste le sue parole rilasciate alla conclusione della festa per il 18esimo titolo del campionato inglese (hanno raggiunto l’odiato Liverpool) per non dire ancora di essere finito. Sir Alex è unico, ci vorrà tempo per vederlo al sole della “English riviera” dove in molti, gli avversari, lo vedrebbero bene magari accanto ai suoi nipotini del Cheshire. Ma lo scozzese non ne vuole sapere e cercherà di bissare la coppa di Mosca nella notte romana. Il suo primo successo europeo con lo United è targato FC Barcelona, strano caso vero? Nel 1991 infatti i diavoli rossi hanno alzato la Coppa delle Coppe battendo i catalani, un trofeo che dal 99 non esiste più e che Ferguson ha vinto anche quando allenava i reds dell’Aberdeen! Nel 1983 contro il Real Madrid a Goteborg sotto una pioggia battente ecco il grande successo con il club scozzese senza i mezzi pesanti, economici e non delle due big di Glasgow, sua città natale. Da calciatore ha giocato con i Rangers, poi è stato CT della nazionale scozzese nel 1986 ai mondiali in Messico. E’ un capricorno e si vede, una precisione maniacale ed anche la voglia di rischiare con scelte azzardate come quando nel 92 portò all’Old Trafford Eric Cantona. Il francese nelle ultime ore ha dichiarato: “Io allenerò sicuramente la più grande squadra del mondo, non so tra quanti anni, ma sulla panchina del Manchester United c'è già scritto il mio nome. Con questo non sto dicendo che Ferguson andrà via, spero abbia vita eterna con i Reds, glielo auguro di cuore. Se sono disponibile solo per il Manchester? Per me, l'unica alternativa possibile è la nazionale inglese. Fabio Capello mi piace molto, come uomo e motivatore, trasmette valori positivi, è duro, preciso, ed attento ai dettagli. E' quello che ci voleva. Ma, vi assicuro, prima o poi vedrete me alla guida dell'Inghilterra: perché ho fatto la storia del Manchester, sono il numero uno". Modesto il marsigliese…ma se lo può permettere. I vizi di Fergie? La buona tavola, vino e whiskey ed una notevole propensione alle scommesse, corse di cavalli su tutto. Figlio di un protestante ed una mamma cattolica, una famiglia operaia come tante dietro a quei rossi mattoncini di Glasgow. Sposato con Cathrine, il 20 luglio 1999 è stato nominato "Sir" dalla regina Elisabetta II: è Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico. Esattamente dieci anni fa ha vinto la sua prima Champions al Camp Nou di Barcelona, 2-1 al Bayern Monaco. Fortunato si, ma anche pieno di intuizioni folgoranti come quel doppio cambio sullo 0-1 firmato dalla punizione di Basler. Dentro Sheringham e Solskjaer, autori poi delle due reti in due minuti per la rimonta impossibile del Man United. La Spagna è sempre nel suo destino, Real Madrid e Barcelona! È noto per l'uso che fa della psicologia e della retorica contro i propri avversari: durante il campionato 1995/96 mise in difficoltà il rivale Kevin Keegan sostenendo che le altre squadre si impegnassero di più contro il Manchester United che contro il Newcastle di Keegan. L'ex-attaccante ci cascò e rilasciò la seguente dichiarazione: "Siamo ancora in gara per questo titolo, e vi ricordo che per loro c'è ancora il Middlesbrough e ancora altro... Sarebbe bellissimo batterli. Bellissimo!". Da notare che era il Manchester l'inseguitore e non i bianconeri. Il risultato fu quello di caricare di ulteriore pressione il Newcastle, che andò a perdere la Premiership dopo che si era ritrovato con un vantaggio di 15 punti sulla squadra di Ferguson. Ed ora il futuro che parla italiano con i suoi due gioielli romani: Kiko Macheda dalla Lazio e Davide Petrucci dalla Roma, entrambi classe 91 e poi chissà, lo vorrebbero come CT della Nazionale Olimpica di calcio del Regno Unito per i giochi di Londra 2012! Solo una nota stonata, il suo rapporto con alcuni tifosi. Non sono andate giu', ai tifosi del Manchester Utd, le parole di Sir Alex Ferguson, che ha criticato i sostenitori della squadra per lo scarso entusiasmo, parlando di "atmosfera da funerale" durante le gare casalinghe, nulla a che vedere con il calore di Anfield a Liverpool. "Ormai nel nostro stadio e' impossibile fare il tifo - ribatte l'associazione dei supporters dello United - non ci si puo' alzare e fare un rumore che subito gli steward ti cacciano dallo stadio e ti sequestrano l'abbonamento". Una risposta seccata quella rivolta all'allenatore: "C'e' praticamente uno stato di polizia, a fare il tifo si rischia di perdere un abbonamento da 1000 sterline".

CUP WINNERS CUP 1991: DOPPIO HUGHES


15 maggio 1991. La Sampdoria di Vialli e Mancini ha appena conquistato il suo primo ed unico scudetto, poi dodici mesi dopo perderà la finale di coppacampioni a Wembley contro il Barça di Koeman ai tempi supplementari, la Stella Rossa invece la sua coppa l’ha vinta al San Nicola di Bari ai rigori contro l’Olympique Marsiglia. A Rotterdam invece ecco di scena il Barcelona contro il Manchester United per la finalissima di Coppa delle Coppe, nella vasca “de Kuip” olandese. Catalani guidati dal mitico Cruyff, inglesi da Ferguson (alla sua prima finale europea con lo United). Il Barça aveva eliminato la Juventus in semifinale mentre la Samp era uscita nei quarti. Azùlgrana in campo con: Busquets, Nando, Alexanco, Koeman, Ferrer, Bakero, Goicoechea, Eusebio, Salinas, Laudrup e Beguiristain. Manchester in completo bianco, schierava questo undici di partenza: Sealey, Irwin, Blackmore, Bruce, Phelan, Pallister, Robson, Ince, McClair, Hughes e Sharpe. Arbitro lo svedese Karlsson. Lo United torna a vincere nel vecchio continente dopo i successi degli anni sessanta firmati Best e Charlton. Due a uno lo score finale grazie ad una doppietta del bomber gallese Mark Hughes (oggi manager del Manchester City) ai minuti 67 e 74. A nulla serve il goal di Rambo Koeman nei minuti finali.

CANTONA GIURA: "SULLA PANCHINA DEL MANCHESTER C'E' GIA SCRITTO IL MIO NOME"


Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport mentre si trovava a Roma, l'ex stella del Manchester United, Eric Cantona, ha dichiarato: "Io allenerò sicuramente la più grande squadra del mon­do, non so tra quanti anni, ma sulla panchina del Manche­ster United c'è già scritto il mio nome. Con questo non sto dicendo che Ferguson an­drà via, spero abbia vita eterna con i Reds, glielo au­guro di cuore. Se sono disponibile solo per il Man­chester? Per me, l'unica alternativa possibile è la nazionale in­glese. Fabio Capello mi pia­ce molto, come uomo e moti­vatore, trasmette valori positi­vi, è duro, preciso, ed attento ai dettagli. E' quello che ci vole­va. Ma, vi assicuro, prima o poi vedrete me alla guida del­l'Inghilterra: perché ho fatto la storia del Manchester, sono il numero uno".

21 maggio 2009

ROMANS WITH US, DOPO MACHEDA ORA TOCCA A PETRUCCI, PAROLA DI FERGIE



Alcune dichiarazioni del tecnico del Manchester United, Alex Ferguson, riportate a Il Corriere dello Sport:

"In queste stagioni abbiamo giocato alcune volte a Roma e non dimentico che la squadra giallorossa è stata sempre capace di metterci in difficoltà anche perché ha un allenatore fantastico come Luciano Spalletti. All'Olimpico inoltre sono in un certo senso legato dal ricordo della più bella prova della storia dello United: dopo aver perso all'andata in trasferta per 2 a 1, al ritorno a Manchester vincemmo contro la Roma per 7 a 1. Fu un risultato incredibile, il più strepitoso della nostra storia. I nostri giovani italiani? Ne abbiamo due...e mezzo: Macheda e Petrucci e il brasiliano naturalizzato Possebon. Sono tre talenti e vi posso assicurare che si tratta di ragazzi che hanno un bel futuro. Macheda è un ottimo attaccante e tutti stanno imparando a conoscere la sua bravura. E' arrivato insieme a Petrucci e nessuno dei due sapeva l'inglese, ma sono andati a scuola, hanno studiato e lo hanno imparato in fretta. Petrucci è un altro ragazzo romano fortissimo. Adesso è alle prese con un infortunio che ne ha decretato la fine della stagione, ma ha un notevole potenziale e farà bene".

Prossimamente potrebbe toccare a Davide Petrucci, anche lui classe 1991, che a Roma era la stella del vivaio e per qualcuno anche l’erede di Totti: anche lui ha preferito prendere la via di Manchester, sponda United, visto che a Trigoria gli avevano proposto un contratto da professionista al minimo sindacale, circa 1500 euro al mese. Ora ne prende invece 120mila, e da oggi spera di poter presto imitare quel laziale avversario in tanti derby giovanili e adesso compagno di squadra alla corte del club campione del mondo.

18 maggio 2009

CHAMPIONS AGAIN AGAIN AND AGAIN....


Il Manchester United è campione d'Inghilterra per la diciottesima volta, la terza di fila, l'undicesima da quando esiste la Premier (1992/93). Record, ormai, nel calcio inglese è sinonimo di Red Devils. L'albo d'oro del campionato è una lunga striscia rossa strappata solo ogni tanto. Un dominio, che stavolta aspettava solo un punto per l'aritmetica: eccolo puntuale contro l'Arsenal, ad una giornata dal termine. Zero a zero, per la festa davanti al tifoso più veloce del mondo: Usain Bolt, sugli spalti ad ammirare i suoi Diavoli.

E ORA LA CHAMPIONS - Stavolta va bene pure restare a secco per chiudere il discorso, e avviarsi all'ultima vigilia dell'anno, quella prima della finale di Champions a Roma, il 27 maggio. Perchè questa Premier è il quarto titolo stagionale dopo il Community Shield, il Mondiale per club e la Coppa di Lega. Se dovessero vincere pure a Roma, sarebbero campioni di tutto. I migliori, punto e basta. Anche se giusto il finale manca di spettacolo: con i Gunners sono novanta minuti nervosi, con pochissimi tiri e tanti cartellini gialli. Ma è il punto che conta e quello significa festa pure senza show, sotto la pioggia a Old Trafford: il Teatro dei sogni che non si sveglia. Tanto il futuro è un record continuo, basta sentire sir Alex Ferguson, arrivato al 43esimo titolo personale: «Uguagliare i 18 titoli del Liverpool non è niente di speciale, sarà speciale quando avremo il record assoluto».

TEVEZ ANNUNCIA L'ADDIO - A fine partita è arrivato, dopo la festa, l'annuncio dell'addio da parte di Carlos Tevez che si è congedato salutando i tifosi in lacrime: «Sono emozionato - ha detto - amo Manchester e i suoi tifosi. Può essere un arrivederci, ma è molto difficile». L'argentino, che ha ricevuto l'ovazione dell'Old Trafford al momento della sostituzione, non ha trovato l'accordo per il rinnovo del contratto. A lui sono interessate squadre di tutta Europa, anche diverse italiane.

7 maggio 2009

SONO ORE DRAMMATICHE PER FERGUSON


E' voluto essere presente alla semifinale del suo United contro l'Arsenal, anche se il suo cuore e la sua mente erano occupati da altri pensieri. Sir Alex Ferguson è infatto preoccupato per le condizioni dei suoi nipotini e della sua ex nuora vittime di un brutto incidente automobilistico. Ieri mattina Nadine, questo il nome dell'ex moglie del figlio di Fergie Darren, stava accompagnando in auto a scuola i suoi figli quando si è scontrata con una macchina che proveniva nel senso opposto.La donna è stata trasportata d'urgenza in elicottero all'ospedale di Manchester, mentre i due bambini sono stati ricoverati in un nosocomio di Liverpool. "Il bambino (Charlie 10 anni ndr) è in condizioni gravi, ma stabili; la bambina (Grace 6 anni ndr) non ha riportato ferite significative - le parole di un portavoce della polizia di Cheshire -, mentre le condizioni della madre restano molto serie". Un portavoce dello United ha riferito che sir Alex era molto preoccupato ma non poteva fare altro che essere presente all'Emirates:"La semifinale era troppo vicina, non c'era tempo. È una situazione terribile, non sarebbe potuto accadere in un momento peggiore".

15 aprile 2009

FERGUSON SCOMMETTE SU KIKO


Dopo due gol in due spezzoni di partite, due reti che consentono al Manchester United di restare al comando in Premier League, è già pronto il nuovo contratto per Federico "kiko" Macheda. Secondo il Daily Mail il 17enne attaccante italiano la prossima estate firmerà un nuovo accordo con i Red Devils da mezzo milione di euro all'anno. Attualmente Macheda, cresciuto nel settore giovanile della Lazio, guadagna circa 1.500 euro al mese più un bonus da 2.000 euro per ogni presenza in Premier League. Dopo la rete vincente contro l'Aston Villa, il giovane centravanti si è ripetuto sabato a Sunderland, dopo soli 46 secondi dal suo ingresso in campo. Una rete pesantissima per la stagione dello United, che resta primo con un punto di vantaggio sul Liverpool. Arrivato all'Old Trafford nell'estate 2007 Macheda aveva firmato un contratto triennale ma presto dunque rinnoverà per altri anni. "Ha qualcosa di speciale - le parole di Sir Alex Ferguson al termine della partita allo Stadium of Light -. Ho parlato con la sua famiglia (il padre Pasquale è nato a Reggio Calabria) e sono sicuro che manterrà i piedi per terra. Possiede quell'istinto, quella prontezza che devono avere gli attaccanti. Non si spaventa di nulla quando è in campo"

12 luglio 2008

FERGIE vs. R7: PER IL PORTOGHESE SARA' L'INFERNO...E C'E' DA CREDERCI VISTO CHE IL MANAGER SCOZZESE è IL BOSS DEI DIAVOLI ROSSI DAL 1986...


Sir Alex Ferguson non si fa intimorire dalla volontà di Ronaldo di trasferirsi al Real Madrid: "Renderò la vita di Cristiano a Manchester un inferno" ha detto il manager dello United al Daily Star. Al tecnico scozzese sembra non siano piaciute le dichiarazioni del portoghese legate al fatto di essere trattato come uno schiavo dai red devils.

13 maggio 2008

22 ANNI DI SUCCESSI PER UNA STORIA INCREDIBILE!!!

Sir Alex Ferguson per sempre: messo in bacheca il 17/mo titolo nazionale, ad una settimana dalla finale di Champions League, il Manchester United scaccia le voci sul possibile ritiro del manager scozzese.
Dopo quasi 22 anni alla guida dei Red Devils una vittoria a Mosca (il secondo trionfo europeo personale) potrebbe convincere Ferguson a ritirarsi, anche con un anno di anticipo sulla scadenza del suo contratto (2009).
Questo almeno e' il convincimento di alcuni osservatori, seccamente smentito dal direttore generale dello United, David Gill, che prevede ancora tanti anni con Fergie in panchina. "Non abbiamo mai discusso del suo ritiro - l'ammissione di Gill -. Se n'e' parlato qualche anno fa quando aveva deciso di lasciare ma fortunatamente ci ha ripensato. E' ancora sotto contratto e il suo ritiro non e' mai stato preso in considerazione". Sono trascorsi ormai sei anni da quando (stagione 2001/02) Ferguson aveva lasciato intendere di essere pronto per la pensione. Un proposito in seguito accantonato e non piu' discusso in pubblico. "Sono piu' di 21 anni che e' con noi - ha aggiunto Gill al Daily Telegraph -. Ha costruito tante squadre in questi anni garantendo un'incredibile stabilita' al club. Dieci titoli nazionali sono un traguardo incredibile ma speriamo che ce ne regali altri ancora". Per garantire uno United sempre ai vertici Gill promette altri fondi la prossima estate dopo gli oltre 65 milioni di euro investite 12 mesi fa.
Tra i principali obiettivi dei Red Devils ci sono un difensore (Micah Richards) per sostituire Gary Neville, e un'attaccante di scorta che potrebbe essere Michael Owen. "Sir Alex non ci consentirebbe mai di vivere sugli allori - ha spiegato Gill -. Giochiamo nel campionato piu' difficile al mondo, per restare ai primi posti dobbiamo continuare a spendere".