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17 giugno 2009

ANTWERPCITYCUP 09: GZ 1991 UNITO




Il Royal Antwerp, meglio noto come Anversa FC è gemellato con il Manchester United FC! Una collaborazione societaria e sportiva fra i giovani talenti inglesi e belgi.

15 febbraio 2008

ECCO LIVERPOOL.....


Il Liverpool. L’Inter. 19 febbraio. Non c’è niente da presentare. Niente da promuovere, da far scoprire. C’è da raccogliere il cuore in un pugno, per quei fortunati interisti che si troveranno in piedi di fronte alla "Kop". Quarant’anni dopo Facchetti & c. C’è l’Anfield attorno, agli ultimi giri prima di diventare passato. C’è il freddino pungente della notte di Liverpool sotto i riflettori sul prato verde. C’è l’attimo di silenzio dello stadio quando gli "altri" tifosi capiscono che è il momento di ascoltare. E poi c’è la leggenda che diventa una voce dalla tribuna, e se la senti dal vivo ti spacca lo stomaco dall’emozione. Chiunque abbia pianto almeno una volta per un pallone rivive su quelle parole, perché è quello che ogni tifoso sente: you’ll never walk alone.
COME ARRIVARE - Anche a nuoto, se avete trovato un biglietto. L’aeroporto di Liverpool si chiama John Lennon, e il motto è "Sopra di noi solo il cielo". Ma sotto di loro non troverete un volo diretto dall’Italia che costi meno di 200 euro. E se volete buttare il portafoglio oltre l’ostacolo per trovare un biglietto, il minimo è agire d’astuzia sugli spostamenti. Allora va benissimo il Milano-Bristol servito da Ryanair, partenza il giorno prima della partita con arrivo alle 16.55, costo 25 euro. Niente di più facile poi che raggiungere Liverpool il giorno stesso o il giorno dopo con un coach (non è un allenatore disoccupato che vi porta in groppa, ma il nome inglese dei pullman).
DOVE DORMIRE - E se i voli sono strapieni, gli albergatori si salutano dandosi il cinque. Trovare i ticket per la partita rimane il problema capitale, dunque questa volta per garantirvi un rifugio civile senza spendere un occhio, dovrete andare fuori dal centro. Con il Degale Ensuite Room, 46 Higher road, in Halewood, cadete più che bene. E’ una deliziosa villa all’inglese nella zona sud di Liverpool, una singola costa dei ragionevoli 32 euro. A pochi minuti di cammino si trova la stazione di Hunts Cross con cui raggiungere sia il centro che Anfield.
DOVE MANGIARE - Dove vi pare, non è che nella gastronomia inglese ci sia troppo da scegliere… La cosa migliore è mangiare al pub: servono in abbondanza ed è conveniente rispetto ai prezzi inglesi. Una scelta alternativa può essere The White Star, al n. 4 di Rainford Gardens: risponde a tutti i requisiti, e in più offre uno spaccato di storia pop, perché è qui che Pete Best, il quinto Beatles, fu estromesso dalla band (anche volendo evitarli, i Beatles a Liverpool te li ritrovi anche ai servizi).
COME MUOVERSI - Ospita la squadra inglese più vincente; ha dato vita alla band più famosa; è stato uno dei porti più importanti di inizio secolo; ma alla fine, la città di Liverpool non arriva al mezzo milione di abitanti. Come tutte le città inglesi non-Londra, al di fuori dal centro è un grande dormitorio: anzi Liverpool è privilegiata, perché aggiunge la zona dei docks, il porto e i moli ristrutturati. In particolare il Pier Head è davvero suggestivo la notte, a nord dell’Albert Dock: un tuffo nell’Inghilterra di inizio secolo avvolta dalle luci del restyling contemporaneo. Albert Dock è la bandiera che Liverpool ha sventolato per diventare capitale europea della cultura 2008. La parte più importante sono i tre palazzi simbolo di Liverpool, ribattezzati Three Graces, le tre grazie: costruiti come edifici commerciali e amministrativi dell’attività portuale, sembrano catapultare a un secolo fa quando da qui partivano i transatlantici per l’America che rappresentavano il futuro. Non è un caso che abbiano eretto un monumento alla memoria degli ingegneri navali che rimasero al loro posto mentre il Titanic si inabissava. E ugualmente non è un caso che poco lontano l’avveniristica Atlantic Tower sembri la gigantisca prua di una nave che fende la città. Avveniristica è anche la Liverpool Cathedral, simbolo della città e chiesa più grande d’Inghilterra. Chi l’ha progettata, sir Scott, era maestro del grande e del piccolo: ha lasciato questo mastodonte da un lato, e dall’altro ha progettato le celeberrime cabine telefoniche in rosso, nella storia. Il nuovo simbolo della città è, ovviamente, The Cavern, il pub dove nasce la leggenda dei Beatles. Sempre pienissimo di italiani. Non abbiate remore e gettatevi a piedi uniti nel cliché, direttamente al numero 10 di Matthew Street. Altrimenti, fossimo in voi non mancheremmo una notte al Garlands: 4 dancefloors, tempio della trasgressione, è uno dei club migliori d’Inghilterra, la sua fama è inversamente proporzionale alla lunghezza delle microgonne. Notte o giorno, non fatevi influenzare dal clima, che fa sempre schifo. Lo sanno anche loro, non è un caso che in inglese arcaico Liverpool significhi "stagno". Ma tanto, voi avete altro a cui pensare.
I BIGLIETTI - I rumors del mercato parallelo sono stati impietosi: negli ultimi due anni, dopo Berlino, solo per la finale di Champions del Milan è stato più difficile trovare un biglietto. Sarà il fascino, la storia, o sarà Anfield: irresistibile quanto detestabile, perché esistono poche squadre di rango con un impianto da soli 45.000 posti. Il quantitativo riservato all’Inter non è chiarissimo, ma non dovrebbe superare i cinquemila biglietti. Però è una notizia che vi serve a poco: un mese fa è stata fissata la distribuzione al pubblico, ma tra biglietti riservati agli Inter Club e altri rivoli, la vendita è stata chiusa pochi minuti dopo l’apertura. Ovviamente, dei biglietti da comprare si trovano sempre. Ma l’imbuto si stringe. "Radio Mercato Nero" dice che i bagarini inglesi avranno come prezzo di partenza 400 pounds, circa seicento euro, e la nostra opinione è che dovranno vedere al ribasso le loro velleità. Si faranno forti anche della nuova policy del più famoso sito al mondo di aste on-line, che per evitare truffe e lamentele ha deciso di reprimere fortemente la rivendita privata di tagliandi sulle sue pagine. Rimangono a questo punto due opzioni. La prima è il più famoso vendo-compro in rete d’Inghilterra, www.gumtree.com, dove siamo riusciti a trovare facilmente un biglietto per 250 euro. La seconda è passare per un canale più ufficiale, un bigliettaio on-line specializzato nella vendita di eventi sportivi, di cui abbiamo parlato già in passato: www.onlineticketshop.nl . Con loro acquisite la sicurezza di avere un referente con una sede legale e materiale. E’ una sicurezza che costa, perché il biglietto è 395 euro. Se arrivaste a Liverpool senza biglietto e non sappiate a chi affidarvi, noi tra il sacro e profano un consiglio ve lo diamo: andate sotto la statua di Bill Shankly fuori da Anfield, e chiedetegli se può darvi una mano, sul serio. Non perché sia considerato il più grande allenatore della storia del Liverpool, capace di riportarlo dalla B alla coppa dei Campioni, restituendo rispetto alla squadra. Il motivo è un altro: semplicemente, lui, capirebbe. Per quelli della Kop rimarrà sempre uno di loro: "l’uomo che loro amano", l’uomo in camicia rossa. Nel 1973 durante il giro d’onore per celebrare il campionato, un poliziotto buttò di lato una sciarpa lanciata dalle tribune. Shanks lo vide, si staccò dal gruppo e gli disse delle parole captate da un microfono, scolpite nell’anima di ogni tifoso: "Non lo fare. Per te è solo una sciarpa, per un ragazzo rappresenta la vita". Raccolse la sciarpa e se l’annodò al collo. Nella statua fuori dall’Anfield, lo protegge per sempre dal freddo.

29 novembre 2007

7 novembre 2007

A SPASSO PER LE VIE DI BIRMINGHAM...




Birmingham è una città e un Metropolitan borough con status di city delle West Midlands, Inghilterra, Regno Unito.

La città di Birmingham ha una popolazione di 992.400 abitanti secondo una stima del 2004. Con Wolverhampton, Solihull e le città del Black Country forma il secondo agglomerato urbano del Regno Unito denominato West Midlands Conurbation, con una popolazione di 2.275.000 abitanti.

Birmingham fa parte della contea del West Midlands che comprende anche la città di Coventry con una popolazione totale di 2.579.200 abitanti. Grazie alle reciproche influenze economiche, l'area metropolitana si estende in effetti molto al di là della contea di West Midlands e della stessa regione delle Midlands Occidentali.

La città è conosciuta col nomignolo di Brum (dal nome dialettale "Brummagem"), e la sua popolazione è chiamata Brummies; vi si parla un dialetto chiamato Brummie.

È una città plurietnica e multiculturale in quanto il 30% circa dei suoi abitanti non è di origine europea. Nel 2001 il 70,4% della popolazione era di origine europea, (compresi il 3,2% di irlandesi), il 19,5% di origine asiatica di lingua inglese, il 6,1% di origine africana o afro-americana, lo 0,5% di origine cinese, il 2,9% di etnia mista e lo 0,6% di altra origine.

Birmingham possiede una storia millenaria. Da piccolo villaggio agricolo anglo-sassone crebbe fino a diventare una delle maggiori città industriali e commerciali di tutta la Gran Bretagna.

Nell'area di Birmingham sorgevano al tempo dell'Impero Romano strade, accampamenti e forti militari, sviluppandosi poi, a partire dal Medio Evo, in villaggio rurale. I primi documenti scritti di cui si ha menzione risalgono al 1086 e parlano di un piccolo villaggio, i cui abitanti possedevano in tutto solo 20 scellini.

Nel XII secolo Birmingham concesse la prima licenza per la creazione di un mercato, che prese il nome di Bull Ring (Anello del toro) e nel corso dei secoli si sviluppò sempre più.

A partire dal XVI secolo l'estrazione del ferro e del carbone rese possibile lo sviluppo di industrie per la lavorazione dei metalli. Nel XVII secolo la città divenne un importante nodo industriale con particolare vocazione alla costruzione di armi leggere, il cui commercio si concentrò nell'area nota come Gun Quarter.

Anche se la musica in questa città non è rinomata come a Liverpool o Manchester, Birmingham ha avuto nell'ultimo mezzo secolo una storia musicale varia e palpitante.

Nel 1960 il Brum Beat era un tipico e caratteristico blues del luogo, una sorta di rock progressivo prima maniera, che ha visto emergere bande come i Spencer Davis Group, i Traffic, i The Move, e i The Moody Blues.

La città è stata spesso descritta come la culla dell'Heavy metal: Judas Priest e i Black Sabbath sono infatti originari di Birmingham. I fondatori dei Led Zeppelin Robert Plant e John Bonham provengono da località vicine, e hanno suonato nella locale Brum Beat Band prima di formare il gruppo diventato famoso a livello mondiale.

Negli anni settanta gli ex membri dei The Move e dei Idle Race formarono la Electric Light Orchestra e i Wizzard. Sempre questo periodo vide sorgere il revival britannico della musica giamaicana come reggae e ska, con gli Steel Pulse e più tardi gli UB40, i The Beat e i Musical Youth. Altra famosa brummies di questa decade storica musicale è Joan Armatrading.

Gli anni ottanta videro la nascita dei Duran Duran, probabilmente il gruppo Synth pop più famoso del mondo, e dei Dexy's Midnight Runners, mentre gli anni novanta videro sorgere i Charlatans, i Dogdy e gli Ocean Colour Scene. Già all'inizio degli anni ottanta la città vide un fiorente sviluppo sia della house music che del hip hop; recenti successi nelle classifiche discografiche sono venuti da Mike Skinner (o The Streets), dalla cantante di R&B Jamelia e dagli Editors. Il jazz è molto apprezzato a Birmingham, che è sede dell'annuale International Jazz Festival, il più importante di tutta la Gran Bretagna. In città si tiene anche il popolare Party in the Park, importante festival musicale.

12 settembre 2007

ISLE OF WIGHT FESTIVAL 1970


Il Festival dell'Isola di Wight potrebbe descrivere diversi eventi, ma usualmente si riferisce al festival di musica rock che si tenne dal 26 al 30 agosto del 1970 nei pressi di Afton Farm, Freshwater Bay e ricordato come Isle of Wight Festival 1970'.
Dopo due piccole edizioni tenutesi nel 1968 e nel 1969, durante la quale si esibì Bob Dylan, quella del 1970 - seguita da 600.000 persone e documentata dal film di Murray Lerner "Message to love" - è rimasta famosa per essere stata l'ultima grande esibizione pubblica di Jimi Hendrix prima della sua morte, ma anche quale ultima apparizione del gruppo dei Doors con Jim Morrison in Europa, nonché per quelle dei Who, Joni Mitchell, Miles Davis, Jethro Tull, Free, Ten Years After, Joan Baez, Moody Blues, Donovan, ELP e molti altri.
Questo evento fu dal punto di vista economico un fallimento in quanto molti non pagarono il biglietto di entrata (3 sterline per 5 giorni di musica). Gli organizzatori, che avevano già subito le critiche negative degli abitanti dell'isola, vennero messi in liquidazione e dovettero coprire un buco di 125.000 sterline. Era, in altri termini, la fine di un'era. Il festival per anni non venne più organizzato, e fu ripreso solo nel 2002; da quella data è tornato ad essere un evento annuale, unito ad altri eventi minori ad esso collegati che trattano altri generi di musica e che sono tenuti in varie parti dell'isola.
All'isola di Wight e al festival del 1969 Michel Delpech dedicò una canzone (versione originale "Wight is Wight") e il gruppo musicale italiano dei Dik Dik cantò la versione italiana: "L'isola di Wight".