12 settembre 2009
24 giugno 2009
28 maggio 2009
11 dicembre 2008
16 ottobre 2008
LA VITA E LA CARRIERA DI JIM BAXTER, EROE DI WEMBLEY E DEI RANGERS GLASGOW...


Nel 1958 riuscì nell'impresa di battere la sua futura squadra, i Rangers, con il risultato di 3-1. Durante l'estate del 1960 i blu di Glasgow lo ingaggiarono pagando ai Raith Rovers £ 17.500. Soprannominato "Slim Jim" per la sua corporatura esile dai supporter dei Rangers, Baxter si impose come uno dei più abili centrocampisti degli anni '60. Dotato di un controllo di palla superiore, usava il campo come un tavolo da bigliardo, ma il suo carattere imperioso e il suo stile di vita sregolato gli alienarono le simpatie di molti tifosi, in particolare sulla sponda opposta, quella del Celtic.
Nel 1963 giocò contro l'Inghilterra a Wembley. La squadra rimase in dieci uomini per il grave infortunio occorso al difensore Eric Caldow (a quel tempo non erano previste sostituzioni), ma Baxter contribuì alla vittoria scozzese con due gol, di cui uno su calcio di rigore. Nel 1964 tornò a Wembley per giocare nella rappresentativa del Resto del Mondo contro gli inglesi. Nel dicembre dello stesso anno Baxter si ruppe una gamba durante un incontro di coppa a Vienna contro il Rapid Vienna.
L'anno successivo fu ceduto al Sunderland per £ 75.000, giocando 88 partite e segnando 10 gol, e dal dicembre del 1967 giocò per il Nottingham Forest 48 gare. In questo periodo prese parte alla gara che vide gli scozzesi vittoriosi a Wembley per 3-2 sull'Inghilterra neo-campione del mondo. Tornò ai Rangers nella stagione 1969-1970, scendendo in campo, ormai appesantito, solamente 15 volte.
A soli trent'anni d'età venne ritenuto dall'allenatore Jock Wallace non più all'altezza della massima divisione. Ritiratosi dal calcio, gestì per lungo tempo un famoso pub di Glasgow, ma il suo modus vivendi gli arrecò gravi problemi epatici, dovuti all'eccessivo consumo di alcolici. È morto prematuramente nel 2001 per un tumore al fegato.
10 ottobre 2008
1 ottobre 2008
26 settembre 2008
IL ROSCIO CHE AMAVA LA DOLCE VITA

Gerry Hitchens (Rawnley, 8 ottobre 1934 – Hope, 1983) è stato un calciatore inglese, che ha a lungo militato in Italia nel corso degli anni sessanta.
Detto "Pel di carota" per il colore dei suoi capelli, è uno dei primi giocatori britannici, insieme allo scozzese Denis Law, Joe Baker e Jimmy Greaves, a giocare in Italia. Centravanti generoso e dalle indiscusse doti atletiche, in patria gioca con il Kidderminster Harriers, il Cardiff City, prima di trasferirsi nell'Aston Villa, dove si pone all'attenzione generale.
Sir Walter Winterbotton lo fa debuttare in nazionale nel 1961 in Inghilterra-Messico , finita 8-0 (Hitchens va a segno dopo due minuti). Due settimane dopo si ripete segnando due goal a Roma contro l'Italia, il secondo dei quali con la complicità di un clamoroso errore del portiere azzurro Vavassori.
Quelle due reti lo pongono all'attenzione delle squadre italiane. È l'Inter a spuntarla. In neroazzurro gioca due stagioni, segnando complessivamente 20 gol. Nel novembre 1962 si trasferisce al Torino (l'Inter lo scambia con Beniamino Di Giacomo) dove mette a segno complessivamente 28 reti. In seguito gioca nell'Atalanta e nel Cagliari, prima di far ritorno in patria. Con 205 partite disputate e 59 reti è tuttora il calciatore inglese che ha totalizzato più presenze e reti in serie A.
Conta 7 presenze e 5 reti nella nazionale inglese, con la quale gioca il mondiale del 1962 in Cile, segnando la rete del provvisorio pareggio nel quarto di finale perso col Brasile, per essere poi escluso all'avvento in panchina di Alf Ramsey che sceglie di non convocare giocatori militanti all'estero.
Muore nel 1983 in Galles, stroncato da un infarto durante una partita di beneficenza.
28 marzo 2008
7 marzo 2008
GREAVES, RECORD DI RETI IN INGHILTERRA, MAI PIU' NESSUNO COME LUI, ANCHE UNA PARENTESI AL MILAN...


James Peter Greaves (Londra, 20 febbraio 1940) è un ex calciatore inglese, il più prolifico attaccante della storia First Division (allora la massima serie inglese).
Esordì nel Chelsea all'età di 17 anni con un gol, cosa che ripeterà in ogni squadra di cui vestirà la maglia, compresa la Nazionale inglese.
Con la maglia dei blues diventa capocannoniere della First Division nella stagione 1958-1959 con 33 reti e nel 1960-1961 con 41 (record stagionale per il club di Londra), diventano il più giovane giocatore inglese in assoluto ad aver segnato 100 reti in campionato, quota raggiunta poco prima del suo ventunesimo compleanno.
Tuttavia, nonostante le sue reti, il Chelsea resta una squadra di metà classifica e, proprio quando Greaves lo lascerà, sarà retrocesso in Second Division. Nel 1961 infatti si trasferisce in Italia, al Milan. Non gode però dei favori di Nereo Rocco, che non ama il suo temperamento estroverso.
Il suo avvio in maglia rossonera è però travolgente: segna 9 reti in 10 gare disputate ma, alla vigilia della partita con la Juventus, esplode in una sfuriata negli spogliatoi. Messo fuori squadra, viene rispedito in Inghilterra, fra le fila del Tottenham Hotspur che paga per lui 99.999 sterline, la più alta cifra per un giocatore mai pagata fino ad allora da un club inglese (la curiosa cifra viene fissata allo scopo di scaricare da Greaves la pressione di essere il primo calciatore pagato centomila sterline)
Con gli Spurs avviene la sua consacrazione a più grande bomber inglese di tutti i tempi, conquistando tre titoli di capocanoniere consecutivi fra il 1963 e il 1965 e poi un altro ancora nel 1969, il suo sesto personale che rappresenta un record assoluto.
Ai Mondiali inglesi del 1966 è la prima scelta fra gli attaccanti inglesi ma alla terza partita, contro la Francia si infortuna e non rientra più in squadra, sebbene rimessosi. Il suo sostituto, Geoff Hurst, segnerà in finale una tripletta fra cui il celebre gol fantasma che regalò la vittoria mondiale all'Inghilterra. La sua avventura con la maglia della nazionale si chiuderà nel 1967, con un bottino di 57 gare e 44 reti, superato poco dopo da Bobby Charlton e in seguito solo da Gary Lineker.
Con gli Spurs ottiene gli unici successi della sua carriera: la FA Cup del 1962 e del 1967 e inoltre la Coppa delle Coppe del 1963, la prima coppa europea di una squadra inglese. Grazie a quel successo giunge terzo nella classifica del Pallone d'oro 1963 alle spalle di Lev Jashin e dell'ex-compagno di squadra Gianni Rivera
Nonostante sia stato il più prolifico cannoniere inglese di tutti i tempi con 357 reti segnate (124 con la maglia del Chelsea, 220 con quella del Tottenham e 13 con quella del West Ham) in 516 partite, non vinse mai un campionato inglese. Solo nella sua breve parentesi italiana al Milan, che poi vinse lo scudetto del 1961-1962, poté poi vantarsi di essere stato campione nazionale.
Concluse la carriera nel 1971, appena trentunenne, vestendo la maglia del West Ham United, militando quindi per l'intera carriera, salvo la breve parentesi al Milan, in squadre della propria città.
5 marzo 2008
9 gennaio 2008
29 novembre 2007
14 novembre 2007
19 settembre 2007
TERRY VENABLES IN CHELSEA-ROMA DEL 65/66

15 settembre 2007
SIXTIES: THE SPION KOP















