Non accadeva da 30 anni che un giocatore vincesse nello stesso anno il premio come Miglior Giovane e Miglior Calciatore del campionato inglese.
Nel 1977 l'onore era toccato a Andy Gray, centravanti dell'Aston Villa; nel 2007 e' capitato a Ronaldo, 22 anni, protagonista di una stagione semplicemente irresistibile. Non solo 21 gol e 13 assist in tutte le competizioni, ma soprattutto una maturazione tecnico-tattica sorprendente che lo ha trasformato da sublime virtuoso individualista a uomo squadra.
Nato a San Antonio, un sobborgo popolare dell'isola di Madeira, a 11 anni si trasferisce (senza la famiglia) a Lisbona per rincorrere il sogno di diventare un calciatore professionista. "Oltre a tutte le sue abilita' fisiche, fin da subito ha mostrato delle qualita' mentali che non ero abituato a vedere in un ragazzo di 11 anni - ricorda oggi Aurelio Pereira, un allenatore delle giovanili dello Sporting -. Giocava contro calciatori piu' grandi e quando si era sotto pressione, era lui che tranquillizzava gli altri".
A 18 anni il suo talento cristallino seduce Sir Alex Ferguson. A
michevole pre-campionato: lo Sporting, trascinato da Ronaldo, strapazza lo United. E' l'estate 2003, quando il brasiliano Ronaldinho sembra ad un passo dall'Old Trafford e la giovane ala portoghese e' stata gia' promessa all'Arsenal.
"Ricordo che dopo la partita andai da Peter Kenyon (all'epoca direttore generale dello United, n.d.r.) e gli dissi che non avremmo lasciato lo stadio senza prima aver acquistato quel ragazzo", spiega Ferguson.
Quattro stagioni di alti e bassi, colpi sensazionali ed egoismi irritanti.
Dopo la sua prima apparizione con la maglia dello United - un cameo di meno di mezz'ora contro il Bolton - Ferguson disse: "Pare proprio che i nostri tifosi abbiamo un nuovo eroe". Anche quella volta Fergie non si sbagliava, tutto l'Old Trafford e' ai piedi di Ronaldo, il nuovo idolo con la maglia numero 7, come George Best, Bryan Robson, Eric Cantona e David Beckham, gli dei del 'Teatro dei Sogni' prima di lui.
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