10 ottobre 2008

A LEEDS SONO DI CASA I PAVONI...


Per i più anziani tifosi era però "the peacocks" ovvero i pavoni. Peacocks viene dal vecchio nome dello stadio Elland Road, ovvero The Old Peacock Ground, che a sua volta prendeva il nome da un pub della zona chiamato appunto Old Peacock pub, che fungeva da spogliatoio e sede del vecchio Leeds City.

BISCOTTI REALI


I calciatori del Reading furono inizialmente etichettati come biscuit men o cookie men. (uomini biscotto) Questo bizzarro nome deriva dall'azienda di biscotti Huntley & Palmers che aveva sede proprio a Reading. Negli anni Settanta diventarono fortunatamente per loro 'The Royals' (I Reali), soprannome derivante dalla collocazione geografica di Reading, nella Contea Reale di Berkshire.

LA TERRA DEI LUPI


Derivante dallo stemma dove viene raffigurata la faccia di un lupo. nasce in seguito al nome della città che grosso modo stava a significare cittadina (ton = town), appezzamento di terra abitato (ham abbreviazione di hamlet) dei lupi (wolves) Infatti tutte le città che finiscono in Ham hanno questo significato (Nottingham, Birmingham, Lewisham, West Ham, East ham, Sandringham, cioè appezzamento di terra abitato.

SI DICE TOON e non TOWN.....


ll Newcastle è spesso chiamato "the Toon" perchè la sua tifoseria viene chiamata "Toon Army". Si tratta semplicemente del modo in cui gli abitanti di Newcastle, o comunque con un forte accento Geordie, pronunciano "town". Il termine fu inizialmente adottato dai media, soprattutto dai giornali per la sua efficacia nei titoli, e da allora si è largamente diffuso, diventando comunemente riconosciuto come indicativo del club bianconero e della sua tifoseria.

PRIMA DI ESSERE LEONI ERANO PENSIONATI....


Pensionati perchè a vedere le partite ospiti del Chelsea a Stamford Bridge andavano sempre i soldati britannici che erano andati in pensione e si erano ritirati nel Royal Army Hospital. Allo stadio la loro uniforme scarlet era ben visibile, da qui il soprannome Pensioners. Nel 1952 il logo con il pensionato fu sostituito dal manager Ted Drake con quello del leone e i giocatori del Chelsea divennero i Blues...

WBA: GLI SCIATTONI...


Deriva dal fatto che i giocatori molti anni fa portavano i pantaloncini più lunghi del normale e successivamente dal fatto che i suoi tifosi precorrendo la moda andavano in giro con pantaloni larghissimi dal cavallo molto molto basso....insomma un po' sciattoni, che poi è il significato della parola Baggie. però li chiamano anche throstles...Il throstle è l'uccellino che compare nel crest del WBA.

9 ottobre 2008

insieme al compagno gallese...


ecco il nuovo idolo del Leeds: DAVID PRUTTON




MAGICA ATMOSFERA


momenti arsenal







METEORE del PORTSMOUTH FC


COPPA DELLE FIERE 69/70: ARSENAL CAMPIONE


LA NOTTE DEL FRANCHI INSIEME A STEFANO BORGONOVO


Nella foto si notano Roberto Baggio, Franco Baresi e Ronaldinho, tutti insieme all'ex attaccante di Milan e Fiorentina Stefano Borgonovo, malato di sclerosi (SLA). A Firenze c'era anche Ruud Gullit.

anni settanta: la storia di PETER MARINELLO




Peter Marinello, chi è costui? Beh, intanto vi diciamo che è nato ad Edimburgo in Scozia il 20 febbraio 1950. Ruolo attaccante ma anche ala destra sempre offensiva. Doveva sfondare e invece si è sfondato di alcolici e bancarotta. Ma andiamo per ordine: inizia la sua poco esaltante carriera nelle giovanili del club cattolico della sua città, i biancoverdi dell'Hibernian FC. Poi passa nella squadra titolare nel 1968 e per due anni, fino al 70 colleziona 45 presenze condite da 5 reti. Tutti in Scozia lo paragonano al mitico George Best del Manchester United, per classe ma anche bellezza, un moretto davvero affascinante. Sui giornali diventa "The next Best" il prossimo Best (che tradotto in italiano significa migliore...). Lo notano anche a Londra e l'Arsenal non se lo fa scappare e lo tessera subito portandolo ad Highbury! Gennaio 1970, i gunners lo pagano 100mila sterline. Dal 70 al 73 il giovane Marinello gioca 38 partite segnando solo 3 goals...Uno dei quali lo segna subito appena arrivato, all'Old Trafford (casa di Best..) contro il Man United il 10 gennaio 1970, poi il buio assoluto. Tante sbronze, molte ragazze e continui infortuni lo lasciano ai margini della prima squadra che vince la Coppa delle Fiere (vecchia Coppa Uefa) battendo i belgi dell'Anderlecht in finale! Stile di vita sfrenato, ginocchio rotto e bevute molto pesanti ne danneggiano il talento. Si brucia in poco tempo e allora l'Arsenal non gli rinnova il contratto e nel luglio 1973 lo vende al Portsmouth dove rimane fino al 75, segnando sette reti in 95 incontri. Poi torna in Scozia ma stavolta al Motherwell dove resta tre stagioni fino al 1978: 12 goals in 89 gare.

D'ora in poi impazzisce e inizia a vagare: firma un contratto con il club australiano del Canberra City ma non gioca mai, allora prende il primo volo di ritorno per Londra e viene ingaggiato dal Fulham dove resta dal 78 al 1980. A Craven Cottage con la maglia bianca del club gioca solo 27 volte segnando una sola rete! Poi si stanca e anche il pubblico è stanco delle sue enormi pause e infortuni e allora prende il primo aereo per gli Stati Uniti e come tanti famosi calciatori prova l'esperienza americana con i Phoenix Inferno, una sola stagione e poi torna ancora in Scozia e termina la carriera nel 1984 dopo aver giocato per due club: gli amaranto dell'Heart of Midlothian (protestanti e rivali storici cittadini dell'Hibernian Edinburgh, suo club natale...) e poi con i modesti Partick Thistle, 6 gettoni e zero centri!

Si ritira nel 1984 da uomo ricco dopo tanti anni nel calcio anche se a scarsi livelli ma comunque prestigiosi ma alcune cattive operazioni finanziarie lo portano sul lastrico ed alla fine in bancarotta totale nel 1994. Infine un esaurimento nervoso lo costringe a stare a casa per molto tempo ed oggi è un quasi sessantenne che vive le sue giornate nel Dorset sul mare di Bournemouth, paesino inglese sulla Manica.

PARDON, YOU SUPPORT ORIENT?


C'è un luogo a Londra dove ancora si respira aria di calcio d'altri tempi. Leyton è il nome della zona. Leyton Orient il nome del club. Per i nostalgici solo Orient, i "The O's". Il loro stadio è il bellissimo Brisbane Road (Matchroom Stadium) che malgrado i piccoli cambiamenti rimane uno stadio dal fascino incredibile. In questo stadio nei settanta l'Orient raccolse i più alti traguardi sportivi nella Division II senza mai riuscire a trovare la promozione raggiunta nella stagione 61-62, dieci anni prima dunque, ma subito persa. Il tetto delle tribune, con la cupoletta (Gable è il termine inglese) e di color bruno, bellissimo, con la scritta Leyton Orient in rosso.I cartelli con i prezzi dei biglietti sono con le singole lettere e cifre in legno, rosse anche queste. Si vedono famiglie aggirarsi nella Oliver Road con indosso la sciarpa bianco-rossa a righe corte e perpendicolari, la bar scarf in inglese.
L'Orient è un piccolo mondo antico, un'oasi, lontana anni luce dalle megastrutture dei grandi club inglesi, dai megastore e dal calcio moderno.Le origini del club come club di cricket risalgono alla fine dell'Ottocento e precisamente nel 1881, il suo nome deriva da una compagnia di navigazione, la Orient Steamship Navigation Company.Gli stessi giocatori di cricket fondarono il Football Club nel 1888. All'Inizio i "The O'S" giocavano al MillFields Road, quartiere di Homerton, due km ad ovest della sede attuale. Ci fù un brevissima parentesi a Wembley (Il Tempio, quello vero...) e poi nel 1937 finalmente giunsero al Brisbane Road. Come crest l'Orient ha due dragoni rossi che tengono nei loro artigli una sfera bianca. I due draghi sono il simbolo della città di Londra. E' uno di quei club l'Orient ancorati al proprio quartiere, per molti londinesi è la classica "seconda squadra" per via delle simpatia, quella simpatia che fa tanto arrabbiare i tifosi veri degli "O'S" perchè di stampo affettuoso, presente solo perchè il club non è mai stato nel gotha del calcio d'Albione.L'Orient: una società di un calcio "old style" che non esiste più, e chissà se un giorno, in questo calcio moderno, partendo per Londra, destinazione Leyton, al nostro arrivo troveremo ancora il Brisbane Road!!

6 ottobre 2008

3 ottobre 2008

CALO DI SPETTATORI NEGLI STADI ITALIANI IN CHAMPIONS



Un approfondimento de “La Repubblica”, mostra come il problema degli stadi vuoti, in Italia sia più sviluppato che nel resto d’Europa. I club italiani sono in fondo alla classifica europea dei biglietti venduti. La Champions League ha evidenziato dati preoccupanti: su 32 finaliste, la prima italiana per spettatori è l´Inter, diciottesima. La Juventus è dietro, al ventitreesimo posto. Non solo le società inglesi, spagnole e tedesche sovrastano per spettatori le società italiane, ma anche piccole realtà come Bate e Shaktar sono sopra. Se si considera la percentuale dello stadio riempita la situazione peggiora ancora. tra le "nostre" salva la Juve , soprattutto grazie alle piccole dimensioni del suo stadio. Inter e Roma, ai vertici del calcio italiano da due anni, sono in fondo in questa speciale classifica: terzultima e penultima. Solo lo Sporting Lisbona ha fatto peggio in Champions. Giallorossi e nerazzurri non arrivano a riempire neanche mezzo stadio. Nella foto lo Stamford Bridge del Chelsea, sempre sold out!!!

PETER CROUCH è SEMPRE + IL RE DI COPPE, CON LE SUE RETI A GRAPPOLI VUOLE REGALARE LA COPPA UEFA AI FANS DEL PORTSMOUTH


2 ottobre 2008

la ROMA VINCE A BORDEAUX 3-1 E METTE PAURA AL CHELSEA DI SCOLARI


Roma corsara in Francia. Bordeaux in vantaggio 1-0 con l'ex milanista Gurcouff, poi nella ripresa ribaltano il risultato Vucinic (che festeggiava 25 anni) e la doppietta di Baptista (che spegneva 27 candeline)....che bel regalo si sono fatti nella notte dei campioni sull'Oceano Atlantico!!! Ora la prossima sfida sarà Chelsea-AS Roma a Londra il 22 ottobre...

SCOLARI RULES & DRACULA, A SEASON TO REMEMBER?


Tira davvero un’aria tutta nuova al Chelsea, con i giocatori liberi di fare quello che vogliono non solo in campo ma anche, e soprattutto, fuori. Che, tradotto, significa avere il permesso di indulgere in piaceri come il vino e le donne, senza rischiare la dura reprimenda del tecnico. Non a caso, è stato lo stesso Luiz Felipe Scolari a raccontare di aver lasciato una briglia un po’ più sciolta ai suoi giocatori, ancora abituati alla ferrea disciplina di José Mourinho, spiegando di essere semplicemente il loro allenatore e non già un poliziotto. Un cambio di rotta che Terry e compagni hanno mostrato di apprezzare in maniera particolare, come ha confermato al "Times" Peter Cech, sebbene il portierone ceco abbia anche confessato che preferisce trascorrere il tempo libero a giocare con il suo cane piuttosto che in qualche locale alla moda. "Siamo dei professionisti e sappiamo bene quello che possiamo fare, soprattutto quando ci sono così tante partite da giocare e così tanti viaggi da fare. Sta a noi regolarci su ciò che è meglio per ognuno di noi e se vogliamo bere una birra, sappiamo di poterlo fare".
L'ASSAGGIATORE - Ma fra le novità imposte dal nuovo corso, ce n’è una che non ha mancato di destare qualche perplessità. Stando, infatti, a quanto riporta il "Sun", ci sarebbe una nuova figura ad accompagnare il Chelsea durante la trasferta in Transilvania per la sfida di Champions League contro il Cluj. Si tratta dell’assaggiatore di cibo, ovvero uno pagato dal club per "testare" i piatti prima che arrivino ai giocatori. Non solo. All’esterrefatto personale dell’Opera Plaza, esclusivo hotel a cinque stelle che ha ospitato la spedizione Blues, sarebbe stata fornita una lista di richieste di ben 35 pagine, a conferma di quanto siano viziate, supponenti ed arroganti le stelle londinesi. "Pensavano forse che gli avremmo servito del sangue di Dracula? – ha ironizzato un membro dello staff dell’albergo – Si credono davvero così importanti da aver bisogno di un "food taster"? E’ un insulto per noi, per la nostra storia e la nostra cultura. Sembra di essere tornati al tempo del Medioevo, sono davvero dei viziati". Ancora più duro un giornale locale, che è arrivato ad insinuare che il Chelsea temesse di essere avvelenato durante il soggiorno obbligato causa partita nella terra di Dracula. Scorrendo l’elenco di regole imposte dai Blues al personale dell’hotel si scopre così che nessun cibo sarebbe arrivato ai giocatori senza prima essere passato al vaglio dello chef e nutrizionista Nick Broad. "Ci hanno detto che qualunque grasso animale e olio vegetale era proibito – ha raccontato al tabloid una fonte – perché la squadra usa solo olio extra vergine di oliva. Poi, sono andati nelle cucine e hanno buttato via tutto quello che non era organico. Ma chi si credono di essere? Questo è un ottimo hotel, abituato ad ospitare vip e celebrità di ogni tipo".
L'AVVERSARIO - Ma non sarà certo una "ciorba de burta" (sorta di minestrone, piatto tipico rumeno) a fermare il Chelsea nella notte transilvana, anche perché il Cluj è avversario temibile, come ha insegnato la sconfitta della Roma di quindici giorni fa. "Non ci sono più squadrette – ha spiegato Scolari – perché se il Cluj è in Champions League significa che è un’ottima formazione e che è campione di Romania. Ecco perché va rispettata e affrontata come qualunque altra squadra e non sarebbe affatto una sorpresa se dovessimo uscire sconfitti". Quanto all’undici da mandare in campo, il tecnico brasiliano sembra intenzionato a dare fiducia fin dal primo minuto a Didier Drogba, sebbene l’ivoriano non sia ancora al cento per cento della condizione.

1 ottobre 2008

LO STADIO DEI GIRONDINI DI LAURENT BLANC


Lo Stadio Jacques Chaban-Delmas è il principale stadio di Bordeaux ed ospita le partite casalinghe della squadra di calcio della città. Inizialmente lo stadio si chiamava "Stade du Parc Lescure" ma cambiò nome nel 2001 in onore del politico francese Jacques Chaban-Delmas che fu sindaco di Bordeaux dal 1947 al 1995.Nel 1935 subì dei lavori con la creazione di una pista per bici in occasione dei mondiali di calcio di francia del 1938. Fu il primo stadio al mondo ad avere una copertura completa senza per questo interferire con la visuale del pubblico e per questo motivo è considerato monumento storico. La capacità dell'impianto fu ridotta a quella attuale in seguito ai lavori di ammodernamento per il campionato del mondo di calcio di Francia 1998.Il tunnel che porta dal campo agli spogliatoi è il più lungo d'Europa con i suoi 120 mt.

parla DOSSENA, il terzino di LODI sbarcato ad ANFIELD


Tra quelli che non cammineranno mai soli da qualche tempo c'è anche un italiano che in tre mesi ha conquistato la fiducia del tecnico e si è piazzato sulla destra di una squadra che, al momento, sta volando. Dallo stadio Friuli al mitico Anfield: il passo è stato molto meno avventuroso del previsto. Andrea Dossena ha confermato le sue grandi qualità e adesso è uno dei punti fermi del Liverpool di Benitez, primo in classifica in compagnia del Chelsea in Premier, che stasera proverà ad allungare anche in Champions. Dopo la vittoria col Marsiglia c'è il Psv. Quasi certamente ci sarà anche Dossena, che in nove partite ufficiali dei reds ne ha già giocate 7 da titolare. Lui ci mette un però. "Oggi Benitez non ha provato la formazione come fa di solito, ha mischiato le carte. Probabilmente sapremo soltanto nella rifinitura chi gioca. Io ci spero, ovvio".Intanto il suo bilancio è più che positivo, no?"Sì, sono molto soddisfatto. Sono riuscito a ritagliarmi uno spazio. Non sono ancora al top nel feeling con la squadra e con il campionato, ma sono sulla strada giusta, ho capito quello che Benitez vuole da me. Qui il calcio è molto diverso, molto più veloce, con un pressing asfissiante, bisogna fare al massimo due tocchi. E io a Udine giocavo in mezzo, nel 3-5-2. Qui faccio il laterale nel 4-4-2. Benitez mi ha completato e a giudicare dall'attenzione che mi riserva il c.t. Lippi per la nazionale direi che ho fatto bene a venire qui. Ho realizzato il sogno di giocare in Champions e ora voglio vincere qualcosa d'importante col Liverpool".L'inno e l'entusiasmo dei tifosi le mettono ancora i brividi?"Beh, è entusiasmante. Ma in tutti gli stadi c'è un clima incredibile. Persino il piccolo Sunderland ha un impianto di 46 mila posti, sempre pieno e infuocato".Nessuna nostalgia dell'Italia?"Beh, un po' sì, anche da parte di mia moglie. L'Italia è casa nostra, ma questa è un'esperienza preziosa che voglio sfruttare fino in fondo".Come sono Torres e Gerrard visti da vicino?"Due fenomeni. Fernando è anche un ragazzo simpatico, molto disponibile. Gerrard è un campione anche nelle piccole cose: un professionista incredibile, molto meticoloso.E Xabi Alonso, la Juve ha sbagliato a non prenderlo?"Di certo è un gran giocatore, di costruzione più che di interdizione. Probabile che la Juve non volesse spendere così tanto, dopo aver già fatto un grande sforzo per Amauri. Però credo che le sarebbe servito".Questo Liverpool pare attrezzato per correre alla grande su tutti i fronti, vero?"Direi di sì. Benitez è molto bravo a tenere tutti i 25 della rosa sulle corda. Fa un turn over oculato. Mi piace molto, perchè è carismatico, lavora sui minimi dettagli, ma spiega tutto con calma, non perde mai le staffe. Se preferirebbero la coppa o il campionato? Mah, l'Europa per questa società ha sempre un grande fascino, ma è da molto che non vince la Premier. Non mollerà, non molleremo niente".Ora c'è l'ostacolino Psv: già studiato?"Oggi (ieri, ndr) abbiamo provato schemi per cercare di entrare nei loro punti deboli, domani (oggi, ndr) vedremo alcune cassette. Non è un partita così facile come sembrerebbe. Certo, se vinciamo andiamo a 6 punti e ci mettiamo tranquilli, anche se poi avremo le due sfide con l'Atletico".Diamo per scontati gli ottavi. Le piacerebbe sfidare un'italiana?"No, preferirei evitarla. Sono tutte forti. Magari in finale. Anzi, no, perché si gioca a Roma e sarebbe dura. Io penso che l'Inter, derby a parte, abbia qualcosa in più di tute le altre. E' la squadra da battere".

LA SERIE A ITALIANA SBANDA A DESTRA ?


Quel fascino per la camicia nera che cresce nel mondo del calcio di CORRADO ZUNINO
L'outing di Christian Abbiati, portiere del Milan fascista nel privato e ora anche in pubblico, ha allargato praterie di potenziali rivelazioni nel mondo del calcio italiano, da sempre silenziosamente a destra. Quelle parole rimbalzate in tutta Europa - "del fascismo condivido ideali come la patria, i valori della religione cattolica e la capacità di assicurare l'ordine" - sono sottoscritte, oggi, da una crescente platea di calciatori e dirigenti italiani. La forza delle frasi rivelatrici di un portiere che è abituale frequentatore dei leader di Cuore nero, succursale dell'estremismo nero milanese e luogo di riferimento per gli ultrà dell'Inter, più che nell'indicare il solito revisionismo pret a' porter italiano che vuole un fascismo buono prima del '38 ("rifiuto le leggi razziali, l'alleanza con Hitler e l'ingresso in guerra", ha detto Abbiati) segnala come anche i calciatori, notoriamente pavidi nelle dichiarazioni, oggi comprendono che queste "verità" si possono finalmente dire: il vento del 2008 non le rende più pericolose per le loro carriere. Sono diversi i campioni italiani che indossano numeri sinistri e sventolano effigi del Ventennio per poi giustificarsi: "Non lo sapevo". Il portiere Gianluigi Buffon, figlio di famiglia cattolica e impegnata, è stato sorpreso in quattro atti scabrosi. La maglia con il numero 88 che rimandava al funesto "Heil Hitler" segnalata dalla comunità ebraica romana, poi la canottiera vergata di suo pugno con il "Boia chi molla". Nel 2006, durante le feste al Circo Massimo per la vittoria del mondiale, si schierò - mani larghe su una balaustra - davanti allo striscione "Fieri di essere italiani", croce celtica in basso a destra. E i suoi tifosi, gli Arditi della Juventus, un mese fa a Bratislava gli hanno ritmato "Camerata Buffon" ottenendo dal portiere un naturale saluto. Quattro indizi, a questo punto, somigliano a una prova. E' da annoverare tra i fascisti per caso il Fabio Cannavaro capitano della nazionale che a Madrid sventolò un tricolore con un fascio littorio al centro: "Non sono un nostalgico, ma non sono di sinistra", giura adesso. Nel 1997, però, pubblicizzò in radio le prime colonie estive Evita Peron, campi per adolescenti gestiti dalla destra radicale. Il suo procuratore, Gaetano Fedele, assicura: "Un calciatore può essere strumentalizzato inconsapevolmente". Nella Capitale si sta consumando un pericoloso contagio tra la curva della Roma, egemonizzata dalla destra neofascista, e i giovani calciatori romani. Daniele De Rossi, capitan futuro destinato a sostituire Totti, è un simpatizzante di Forza Nuova. E l'altro romanista da nazionale, Alberto Aquilani, colleziona busti del duce - li regala uno zio - mostrando opinioni chiare sugli immigrati in Italia: "Sono solo un problema". Molti portieri la pensano come Abbiati, poi. L'ex Stefano Tacconi fu coordinatore per la Lombardia del Nuovo Msi-Destra nazionale ed è stato condannato per aver usato tesserini contraffatti giratigli dal faccendiere nero Riccardo Sindoca. Matteo Sereni, figlio della destrissima scuola Lazio, oggi che è portiere del Torino continua a dormire con il busto di Mussolini sulla testiera del letto. Il problema è che i calciatori navigano dentro un mare di ipocrisia che consente di tenere "Faccetta nera" nella suoneria del cellulare senza provare sensi di colpa. Questione di maestri. L'ex allenatore della Lazio Papadopulo non si è mai preoccupato delle svastiche in curva "perché in campo non vedo oltre la traversa". Spiega Gianluca Falsini, difensore oggi al Padova: "Giocatori di sinistra ce ne sono pochi e la nostalgia per il Ventennio ti viene per colpa dei politici contemporanei". Già. Nel campionato 2007-2008 in campo sono raddoppiati gli episodi di razzismo: sono stati sei. Mario Balotelli, stella emergente dell'Inter, italiano di origini ghanesi, così racconta l'ultima partita contro la Primavera dell'Ascoli: "Dall'inizio alla fine mi hanno detto: "Non esistono neri italiani". Era lo slogan dei fascisti, volevo uscire dal campo".

CHAMPIONS: IN TRANSILVANIA TERMINA A RETI BIANCHE...SOLO 0-0 DEL CHELSEA SUL CAMPO DEL CLUJ...


CHAMPIONS: LFC - PSV 3-1


A segno Kuyt, Keane, Gerrard e Kovermans. Reds a tutta birra in coppa, come sempre!

ZURIGO CONTESTA LE OPINIONI DI ABBIATI


Le opinioni politiche di Christian Abbiati («del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica, mi piace la capacità che aveva di assicurare l’ordine, garantendo la sicurezza dei cittadini», aveva detto il portiere del Milan la settimana scorsa al nostro settimanale Sportweek) hanno smosso i pensieri e provocato reazioni anche all’estero. Nel tardo pomeriggio di oggi, mentre la squadra stava iniziando la rifinitura allo stadio Letzigrund in vista della sfida di Uefa di domani sera, un piccolo gruppo di ragazzi non identificati (ma si suppone si trattasse di ultrà dello Zurigo, la cui tifoseria è ideologicamente di sinistra) lo ha insultato pesantemente ed esposto questo striscione: "Zurigo ricorda le vittime del fascismo. Abbiati bastardo". Nello stadio deserto gli insulti si sono distinti chiaramente, ed è evidente che si è trattato di un blitz organizzato e studiato nei dettagli. Il Letzigrund era infatti chiuso al pubblico. Dopo pochi minuti sono intervenuti gli steward del club svizzero, che hanno rimosso lo striscione ma nulla hanno potuto contro gli invasori, scappati immediatamente. Abbiati si è limitato a commentare: «Questo episodio non mi tocca minimamente».

LA MAFIA RUSSA INFANGA IL MIRACOLO ZENIT...???


Sospetti e ombre sul trionfo dello Zenit San Pietroburgo nella coppa Uefa 2007-2008. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais,dubbi in particolare sulla semifinale di ritorno che la formazione russa ha vinto 4-0 contro il Bayern Monaco dopo aver pareggiato 1-1 il match di andata in Germania. Il quotidiano fa riferimento a un'indagine nella quale sono state effettuate intercettazioni telefoniche. L'inchiesta coordinata dal magistrato Baltasar Garzon, che ha trasmesso il materiale alle autorità tedesche, ha riguardato in particolare Guenadis Petrov, uno dei principali esponenti dell'organizzazione criminale "Tambobskaya".
50 MILIONI - Tra le attività del sodalizio, erano comprese anche quelle relative allo Zenit. In una conversazione telefonica risalente allo scorso mese di maggio, Petrov avrebbe rivelato in anticipo a un suo sottoposto il risultato della sfida Zenit-Bayern: 4-0. La goleada sarebbe stata garantita da un pagamento di 50 milioni alla squadra tedesca. Come si legge su El Pais, nelle intercettazioni non si specifica la moneta e non è chiaro se si tratti di euro, dollari o rubli. Lo Zenit, dopo aver eliminato il Bayern, avrebbe vinto la coppa Uefa superando in finale il Glasgow Rangers per 2-0.
ANCHE "ABC" - Secondo un altro giornale spagnolo, Abc, Petrov e il suo vice Kristoforov avrebbero detto di aver mobilitato una cifra fra 20 e 40 milioni di euro per comprare sia la semifinale con il Bayern sia la finale, vinta poi contro i Rangers.
LA REPLICA DEL BAYERN - "Sospetti? Non ne sappiamo nulla". Il Bayern Monaco ha replicato con un breve comunicato: "Il Bayern non è al corrente di questi sospetti, così come la procura di Monaco. Cercheremo di raccogliere informazioni", si legge sul sito del club campione di Germania.

HEROES


GEORGE BEST - DENIS LAW - BOBBY CHARLTON


TERRY VENABLES with a little fella...


friends?


STUNNING UNITED


a spasso per la city fra passato e futuro....
















THE IRISHMAN JOE KINNEAR AD INTERIM FINO A NOVEMBRE, POI SI VEDRA'...


Sarà l'irlandese Joe Kinnear (nato a Dublino il 27 dicembre 1946) a traghettare il Newcastle fino alla fine di ottobre, quando presumibilmente sarà scelto un nuovo allenatore. Lo hanno reso noto i Magpies. Il manager 61enne, ex Tottenham, Wimbledon e Forest, ha espresso felicità per il conferimento di quest'incarico, prestigioso seppur a termine: "Sono davvero emozionato per questa sfida che mi trovo ad affrontare. Il Newcastle è un grande club con tifosi davvero appassionati. I risultati non sono stati buoni, ma la squadra è altamente qualitativa e risalirà molte posizioni in Premier".

THE GENIUS




OLD FIRM


CHAMPIONS: A LONDRA FINISCE 4-0 PER I GUNNERS, PORTO ASFALTATO


Doppiette per van Persie e Adebayor, ma sullo 0-0 il Porto aveva preso una traversa e sfiorato più volte il vantaggio con i miracoli di Almunia ed un salvataggio sulla linea di porta inglese. Poi tutto facile per i ragazzi di Wenger.

CHAMPIONS LEAGUE: 0-3 sul campo dei danesi dell'Aalborg. Reti di Rooney e Berbatov (2)!!!!


Aalborg - Man United 0-3


CHI POTEVA SEGNARE IL PRIMO GOAL DA CAMPIONI IN CARICA NELLA CHAMPIONS 2008/09...MA SOLO ROONEY NO....0-3 IN DANIMARCA!!!


E soprattutto con la divisa tutta blu che festeggia l'anniversario esatto dei 40 anni dalla prima coppa dei campioni, quella di Wembley 68 con Best e Charlton...