12 giugno 2008

L' IMPERATORE DELLA OVEST: MASSIMO PALANCA


Dici Massimo Palanca, leggi Catanzaro. Nato a Loreto, provincia di Ancona, lanciato a Catanzaro a soli 17 anni nel campionato cadetto, il piccolo cannoniere (1,69 per 64 chili) va a farsi le ossa in C, prima nel Camerino e poi a Frosinone, dove inizia a mostrare gli artigli (17 reti nella stagione '73-'74). Richiamato al Catanzaro dal presidente Ceravolo, vive il grande sogno giallorosso da protagonista: due anni tra i cadetti, la promozione nel '75-'76 (la seconda nella storia della società), la caduta e l’immediata risalita ('77-'78, con Palanca capocannoniere del torneo cadetto: 18 reti in 32 partite), e finalmente tre stagioni in 'Paradiso', attraversate dal passaggio di consegne tra Ceravolo e Merlo e culminate nel settimo posto della stagione '80-'81, col piccolo bomber a quota 13 nella classifica marcatori e la squadra a un passo dalla zona-Uefa. Palanca è un rigorista implacabile, o meglio uno specialista dei calci piazzati. Tra i suoi "numeri" preferiti c’è il gol segnato direttamente da calcio d’angolo, una delizia per palati fini che gli riesce più volte in carriera. Diventa subito uno dei pezzi pregiati del mercato. Il Catanzaro non può più trattenerlo, e infatti lo vende al Napoli per un miliardo e 350 milioni, più la comproprietà di Cascione. Dovrebbe essere la consacrazione, invece l’avventura partenopea è un mezzo fallimento. Palanca non funziona più neppure dal dischetto, sbaglia due volte in Coppa Italia e perde prima il ruolo di rigorista (scalzato da Guidetti) e poi il posto da titolare. Vive una stagione da dimenticare sotto il Vesuvio e poi passa al Como, in Serie B. Il Napoli lo richiama nell'83-'84, ma tra il giocatore e il tecnico Rino Marchesi è subito incomprensione. A fine stagione, Palanca finisce in C2 a Foligno. La sua carriera sembra aver imboccato il viale del tramonto, ma Catanzaro non ha dimenticato il vecchio bomber. Lo chiama il nuovo presidente Pino Albano: è la stagione '86-'87, la squadra giallorossa è scivolata in C1 ma "Piedino d’oro" la prende per mano e la riporta in alto: segna 17 reti in 29 partite, vince la classifica cannonieri del girone B e dà un contributo pesante all’ennesima promozione. Tre stagioni tra i cadetti e arriva il momento di appendere le minuscole scarpe al chiodo. Oggi Massimo Palanca, vive a Camerino (dove gestisce un negozio) e lavora come osservatore giovanile per conto della Figc.

"Gli scandali che hanno colpito il mondo del calcio - commenta Palanca - sono purtroppo una conseguenza del fatto che quando ci sono troppi interessi, troppe torte da spartire, si creano esagerazioni e tensione che poi sfociano in questi episodi. Gli appassionati di calcio che vedono le partite e leggono i giornali parlano spesso della sudditanza psicologica, ma questi sono fenomeni che non mi aspettavo e che superano l’immaginabile! Personalmente sono deluso per quello che è accaduto, sono 40 anni che vivo nel mondo del calcio e credo in questo sport. Sono sicuro che il calcio supererà anche questa crisi, c’è ne sono state altre in passato, ma la passione resterà, adesso però che sono emerse queste situazioni bisognerà vegliare perché non si ripetano mai più".

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