26 febbraio 2008

UNA GAZZA DA DIFENDERE, PAUL NON STA BENE...


La fine di una stella per cui tutti, inglesi e no, sono invitati a pregare. Negli inserti sportivi dei giornali d’Oltremanica non si parla d’altro che del ricovero coatto di Paul Gascoigne al Middleton St. George Hospital di Darlington. Ricovero che si è reso necessario dopo gli assurdi comportamenti mostrati nei giorni scorsi dall’ex campione, secondo quanto stabilisce la Mental Health Act (ovvero la legge sulla salute mentale che permette alla polizia di fermare e far rinchiudere chiunque presenti sintomi di disturbi psichici e sia un pericolo per l’incolumità altrui). Poco prima che lo staff dell’hotel Malmaison di Gateshead, il suo paese natale, si decidesse a buttarlo fuori dalla lussuosa struttura (vi era arrivato tre settimane prima, proveniente dal Gateshead Marriott, da dove era stato cacciato), Gascoigne aveva aperto la porta della sua stanza da 240 sterline a notte (318 euro) nudo e con la scritta MAD (pazzo, ndr) scarabocchiata sulla fronte con un eyeliner. Fra l’altro, sembra che il personale femminile dell’albergo non si avvicinasse più da un pezzo alla sua camera, perché Gazza era solito esibire le proprie parti intime a qualunque donna gli capitasse a tiro. Ma è stato quando ha fatto scattare l’allarme antincendio - l’ultimo di una serie di sconcertanti episodi che il tabloid ha raccolto grazie a numerose testimonianze - che la direzione lo ha messo alla porta. A quanto si legge, pare che l’ex asso di Lazio, Tottenham e Newcastle vivesse da due mesi in compagnia di un paio di pappagalli finti, a cui, però, si rivolgeva come se fossero veri, e spesso vagasse per l’hotel con loro sul braccio, sparando insulti a tutti quelli che incontrava. Non solo, era anche solito ordinare fegato crudo al servizio in camera, che poi lasciava lì e mangiava il giorno successivo, dicendo che gli faceva bene per il sangue. Bandito dal Malmaison, Gascogine avrebbe cercato una nuova sistemazione nel vicino Hilton, ma quando gli è stata rifiutata la camera, ha cominciato a dare in escandescenze, costringendo il personale a chiamare la polizia che, una volta arrivata sul posto, lo ha caricato a forza su un van e lo ha portato all’istituto psichiatrico, dove Gascoigne è guardato a vista dall’altra sera, per il timore che possa togliersi la vita. "Quando lo hanno portato via – ha raccontato una fonte al giornale – Gascoigne stava delirando, batteva i lati del furgone e gridava. Era sotto l’influenza di qualche droga, perché un momento sembrava allegro ed euforico e un attimo dopo si accasciava sulla sedia, con la testa all’indietro e gli occhi fuori dalle orbite. Tutti segni che denoterebbero un largo uso di cocaina. Continuava a parlare della cocaina ed era diventato assolutamente paranoico, sostenendo che quelli del room service e i ragazzi delle consegne takeaway lo avevano costretto a prenderla. E anche quando stava al Marriott pare prendesse un sacco di coca, tanto che una volta lo staff non riuscì a svegliarlo per due giorni e tutti erano angosciatissimi. Per questo, lo mandarono via. Quando si è finalmente calmato un pochino, ha detto di essere felice di essere venuto via da Newcastle, perché "non ne poteva più delle persone che gli stavano addosso". Qualche settimana fa proprio il Sun raccontò che Gascoigne passava intere giornate chiuso nella sua stanza a giocare con la console Nintendo e a ubriacarsi, malgrado fosse ancora sotto farmaci dopo l’operazione all’anca dello scorso dicembre. "Tutti in albergo erano preoccupati per i mix di pillole ed alcool che l’ex giocatore ingurgitava – ha continuato la fonte -, ma erano anche terrorizzati all’idea della cattiva pubblicità che ne sarebbe derivata nel caso in cui Gazza avesse continuato a bere fino a morirne. Stava chiaramente uscendo fuori di testa ed era sempre solo, un paio di persone sono venute a trovarlo, ma mai nessuno in maniera regolare. Aver fatto scattare l’allarme antincendio e aver preso per il collo il portiere di notte è stato l’ultimo atto". Non appena si è sparsa la notizia del suo ricovero, i siti online dei giornali sono stati presi d’assalto da centinaia di fan, pronti a lasciare un messaggio di augurio e speranza per il tormentato campione. Stando al Sun, non sarebbe, invece, arrivato alcun commento da parte della famiglia. "Non ne sappiamo niente", hanno tagliato corto la sorella Anna-Marie e l’amico Jimmy Cinquepance Gardner.

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